la spesa delle famiglie. a giugno l’ indice istat sale al 3,3% su base annua – corrono i beni più acquistati. Luce e gas più care da luglio
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
la spesa delle famiglie. a giugno l’ indice istat sale al 3,3% su base annua – corrono i beni più acquistati.
Luce e gas più care da luglio
da domenica i nuovi aumenti: +0,2% l’ elettricità e +2,6% il metano.
Emanuele Scarci Con l’ estate la bolletta della luce e del gas si surriscalda. Non bastava l’ inflazione galoppante nel carrello, ieri l’ Autorità per l’ energia ha stabilito che da domenica 1° luglio i prezzi del gas saranno ritoccati del +2,6% (pari a 32 euro l’ anno in più) e quelli dell’ energia elettrica del +0,2% (1 euro in più). Alla fine le famiglie devono mettere in conto un aggravio di 33 euro l’ anno. Ma non finisce qui perchè nonostante una domanda per consumi debolissima l’ inflazione accelera, specie nel carrello della spesa. Secondo l’ Istat, a giugno i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori (dal cibo ai carburanti dai tabacchi ai trasporti) fanno un balzo, rispetto all’ anno scorso, del 4,4%, con un’ accelerazione di due decimi di punto percentuale. Secondo l’ Istat, l’ indice preliminare dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di giugno 2011, era +3,2% a maggio. Per Codacons «l’ aumento dei prezzi dei prodotti più acquistati è grave perchè colpisce indistintamente ricchi e poveri. Una famiglia di tre persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 594 euro in più, che salgono a 642 per un nucleo di quattro persone». Preoccupata la reazione della grande distribuzione: «Anche perchè – osserva Giorgio Santambrogio, direttore generale di Interdis (insegne Sidis, Dimeglio, Isa, Migross) – le aspettative su un ulteriore aumento dell’ inflazione sono consistenti: abbiamo, da parte dei produttori, richieste di aggiornamento dei listini a due cifre. Temo che la punta dell’ inflazione si raggiungerà in autunno». Di segno opposto invece la lettura data dall’ ufficio studi di Confcommercio, secondo cui «sull’ accelerazione dei prezzi degli alimentari e dei beni e servizi ricreativi hanno influito fattori stagionali. E allo stato attuale non sono presenti nel sistema particolari elementi di tensione che giustifichino allarmismi sul versante inflazionistico, come segnala anche la diminuzione registrata a maggio dai prezzi alla produzione sul mercato interno». Anzi, secondo Confcommercio, ci sono elementi che potrebbero condurre a un calo delle pressioni inflazionistiche in seguito al calo dei prezzi dei carburanti, già registrata a giugno, e più in generale degli energetici». Tornando alle rilevazioni Istat, rispetto a giugno 2011, i maggiori tassi di crescita dei prezzi interessano bevande alcoliche e tabacchi (+8,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,6%) e trasporti (+6,4%). Quello più contenuto riguarda la divisione ricreazione, spettacoli e cultura (+0,8%). Stazionari, su base annua, risultano i prezzi di servizi sanitari e spese per la salute, mentre si registra una flessione dello 0,8% per quelli delle comunicazioni. Crescono i prezzi al consumo anche di frutta (+3,3%) e verdura (+2,3%), «ma – secondo Confagricoltura – gli aumenti non vanno a beneficio degli agricoltori». E spiega che dal consumo al campo i prezzi scendono: nel mese di maggio i listini sono calati, secondo Ismea, del 7,8% per la frutta e del 4,5% per gli ortaggi. «In questa situazione – conclude Confagricoltura – i produttori non riescono a far quadrare i conti: aumentano i costi aziendali, in primo luogo quelli di prodotti energetici, concimi e mangimi». Ma non sono solo i prodotti a maggior frequenza di acquisto a impennarsi: si surriscaldano anche i prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto (abbigliamento, tariffe elettriche e smaltimento rifiuti), +2,9%, e quelli a bassa frequenza (elettrodomestici, servizi ospedalieri, mezzi di trasporto),
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