19 Gennaio 2022

La spesa a prezzi d’oro per frutta e verdura aumenti fino al 230%

di  Daniele  Autieri  Caffè,  frutta,  verdura  ma  non  solo.  Roma  più  vicina  Milano,  ma  soprattutto  Londra  New  York.  Il  dato  dell’inflazione,  certificato  dall’Istat  fotografia  degli  effetti  naturali  delle  politiche  economiche  post-Covid,  racconta  solo  in  parte  il  cambiamento  di  pelle  che  sta  vivendo  la  capitale,  città  più  cara  testimone  di  una  forbice  sempre  più  ampia  tra  le  fasce  ricche  quelle  povere  della  popolazione.  Il  peso  si  fa  sentire  prima  di  tutto  sui  prodotti  ortofrutticoli,  registrato  come  sempre  da  quel  grande  termometro  dei  trend  alimentari  che  è  il  Centro  agroalimentare  romano.  Secondo  l’ufficio  studi  rilevamento  prezzi  del  Car  rispetto  al  2021  il  costo  dei  kiwi  è  aumentato  del  25%,  quello  delle  pere  del  35  così  come  quello  degli  spinaci  della  cicoria;  sono  cresciuti  di  poco  anche  ananas  pinoli,  mentre  finocchi  hanno  compiuto  un  balzo  del  +230%.  guardare  prezzi  analizzati  all’interno  del  grande  centro  ingrosso  dei  generi  alimentari  romani,  non  tutti  prodotti  agricoli  costano  di  più:  cavolfiore,  broccolo  zucca  segnano  un  calo  del  prezzo,  mentre  il  resto  rimane  stabile.I  dati,  che  vanno  comunque  letti  anche  con  la  lente  di  una  congiuntura  influenzata  da  tanti  fattori,  dal  prezzo  del  carburante  alle  gelate  invernali,  rappresentano  la  conferma  di  un  trend  ormai  stabile  così  come  di  un  fenomeno  sempre  più  diffuso.  All’aumento  dei  prezzi  dei  beni  essenziali  si  legano  infatti  rincari  di  ristoranti,  negozi,  attività  per  il  tempo  libero,  tendenze  catturate  come  sempre  dagli  ultimi  dati  registrati  sull’inflazione.  Per  l’Istat  nel  dicembre  2021  rispetto  allo  stesso  mese  del  2020  l’indice  dei  prezzi  al  consumo  Roma  è  cresciuto  del  3,9%,  più  del  3,2%  segnalato  Milano,  leggermente  più  alto  del  3,7%  di  Firenze  Napoli.  Comprare  beni  di  prima  necessità  costa  di  più,  così  come  avviene  in  linea  generale  in  tutta  Italia  non  solo.  Ma  il  dato  dell’inflazione,  che  pur  testimonia  l’accelerazione  dei  prezzi,  offre  solo  una  parte  della  risposta  al  perché  gli  estremi  della  forbice  si  stiano  drammaticamente  allontanando.  Nella  maggior  parte  dei  casi,  il  problema  è  l’approvvigionamento  delle  materie  prime,  più  oneroso  per  via  di  fattori  differenti  come  ad  esempio  il  caro  carburante.  Significativo  è  anche  l’aumento  delle  bollette  energetiche,che  incidono  in  modo  significativo  sui  costi  delle  aziende  così  come  delle  attività  commerciali.A  illustrare  Repubblica  gli  effetti  di  questi  fenomeni  è  il  Codacons  che  in  questi  giorni  ha  raccolto  numerose  segnalazioni  sull’aumento  dei  prezzi  nella  capitale.  «Il  caso  del  caffè  è  emblematico  — spiegano  dall’associazione  dei  consumatori  — perché  il  costo  all’ingrosso  di  questo  prodotto  è  aumentato  dell’80%  dal  2020».  allora  non  stupisce  se  — come  certificato  dalla  Fiepet  (la  Federazione  italiana  esercenti  pubblici  turistici  della  Confesercenti)  — il  15%  dei  bar  romani  ha  già  aumentato  il  prezzo  del  caffè  mentre  il  70%  ipotizza  di  farlo  nelle  prossime  settimane.Sea  questo  si  aggiunge  che  il  consumo  di  caffè  sui  banconi  dei  bar  è  diminuito  del  40%  con  la  pandemia,  ci  capisce  bene  lo  stato  di  emergenza  degli  8mila  bar  presenti  nella  capitale,e  la  loro  spinta  ad  aumentare  prezzi.  In  ogni  caso,  per  avere  la  percezione  di  quali  siano  gli  effetti  reali  del  rialzo  dei  prezzi  sulla  vita  di  tutti  giorni,  è  sufficiente  fare  un  giro  virtuale  su  Tripadvisor,  uno  dei  più  affollati  siti  di  informazione  sull’offerta  gastronomica  mondiale.E  qui  sono  tantissimi  messaggi  di  lamentela  lasciati  dai  clienti  che  segnalano  l’aumento  dei  prezzi  per  gli  aperitivi  le  cene  consumate  in  alcuni  dei  locali  storici  della  capitale.A  ben  vedere  quella  città  accessibile  chiunque  per  questo  molto  diversa  dalle  grandi  capitali  europee  sembra  non  esistere  più.  Il  27  ottobre  scorso  era  stata  ancora  una  volta  la  Fiepet  segnalare  che  l’aumento  dei  prezzi  dei  ristoranti,  legato  un’impennata  monte  dei  costi  per  il  settore  ortofrutticolo,  avrebbe  comportato  per  ristoratori  una  perdita  di  un  milione  di  euro  per  un  solo  fine  settimana.  In  sostanza  senza  aumentare  il  listino  sul  menu  ristoratori  rischiano  di  non  sopravvivere,  con  la  conseguenza  — però  — che  il  conto  dei  vari  rincari  registrati  lungo  tutta  la  filiera  ricada  sulle  spalle  del  consumatore  finale.

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