La sinistra a Staranzano si spacca sull’ amianto
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fonte:
- Il Piccolo
liberi e uguali denuncia la mancata costituzione di parte civile. il sindaco dem marchesan: «falso»
di Ciro VitielloÈ ormai scontro aperto nella maggioranza di centrosinistra di Staranzano. A innescarlo la mancata presentazione della richiesta di costituzione di parte civile nel quarto maxi-processo amianto da parte del Comune. Lo scorso martedì, infatti, hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile nel quarto maxi processo i Comuni di Monfalcone, Turriaco, Fogliano Redipuglia, San Pier e San Canzian d’ Isonzo. Che a sferrare l’ affondo sia stato il gruppo ex Art. 1-Mdp ora confluito in Liberi e Uguali e a respingere al mittente le accuse sia il sindaco dem Riccardo Marchesan la dice però forse lunga su quanto vicino sia l’ appuntamento con le elezioni politiche, in cui i due partiti si presentano come avversari.Per il primo cittadino, comunque, «è una vera provocazione che offende la critica mossa al Comune di non essersi ancora costituito come parte civile nel processo “amianto quater”». Il sindaco Riccardo Marchesan risponde così al gruppo consiliare ex Sel, ex Art. 1-Mdp ora LeU che fa parte della maggioranza al governo di Staranzano e che nei giorni scorsi aveva accusato il Comune di non essersi allineato alla decisione degli altri Comuni del mandamento di tentare di esserci come parte civile nel nuovo procedimento penale per le morti legate all’ esposizione all’ amianto nel cantiere navale di Monfalcone.Una posizione, quella dei Comuni, che fra l’ altro ha trovato un puntello importante nella sentenza emessa dalla Cassazione nelle prime ore di giovedì che in larga misura confermato le sentenze di primo grado e Appello del primo maxi processo amianto e quindi riconosciuto le parti civili costituitesi al tempo, cioé Regione, Fiom Cgil, Inail, Codacons e Associazione esposti amianto. Non il Comune di Monfalcone a causa dell’ accordo extragiudiziale siglato dall’ amministrazione Altran e Fincantieri nel luglio 2015.«È una falsità – contrattacca Marchesan -, perché Leu, presente nella maggioranza con un suo esponente, ha partecipato alla discussione e alla decisione politica assunta dalla giunta di costituirsi parte civile. Se un simile rilievo fosse stato fatto dai consiglieri di opposizione, sarebbe stato comprensibile, ma non quando lo avanza chi ha propri rappresentanti in giunta». Marchesan ricorda poi che nella primavera del 2016 si è tenuto a Staranzano il primo convegno promosso dalla Scuola provinciale dell’ acqua in collaborazione con Irisacqua, alla presenza di esperti nazionali. Il convegno era stato dedicato ai rischi per la salute legati all’ uso dell’ acqua. «Proprio da questo convegno – afferma Marchesan – è emersa l’ indicazione di attuare in via precauzionale la sostituzione delle tubazioni in cemento-amianto. Tema portato e dibattuto in sede del Cato, la Consulta d’ ambito territoriale ottimale, dove all’ unanimità 25 Comuni, appartenenti alla ex Provincia di Gorizia, hanno deliberato di procedere con la sostituzione delle tubature in cemento-amianto in tutta la rete isontina. Unico esempio del genere a livello italiano». Mercoledì scorso, inoltre, si è tenuto a Staranzano un incontro, molto partecipato, a detta di Marchesan, dedicato all’ amianto, organizzata dal circolo locale del Pd.«Il tema dei morti per amianto è molto delicato – sottolinea Marchesan – che tocca la sensibilità e il senso civico delle persone e non sarà certamente il LeU a darci lezioni comportamentali, visto che il Comune è sempre attivo e presente su questo tema».©RIPRODUZIONE RISERVATA.
ciro vitiello
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