“La signora in giallo” sigillo della non-tv estiva: il Codacons non ci sta
-
fonte:
- Giornale di Brescia
Non era necessario, essendo sufficiente scorrere i palinsesti per rendersene conto, ma che anche il Codacons abbia preso posizione una decina di giorni fa contro il vuoto pneumatico che caratterizza la tv italiana estiva (e, in altrettanto paradossale fenomeno, pure il cinema) è il segno ufficiale che i telespettatori (e, ribadendo il parallelismo, i cinefili) italiani sono figli di un dio minore. All’ associazione che tutela i consumatori sono giunte «migliaia di proteste dei telespettatori, specie anziani» che si sono resi conto che il loro telecomando, in estate, è inutile: cambiare non serve, tanto si passa solo da una replica all’ altra, da un fondo di magazzino all’ altro. Non c’ è in tv un ricambio che sostituisca almeno le aree tematiche con programmi analoghi, fosse pure con ambizioni e connotazioni minori. Che so?: talk show con talk show estivo, telefilm di prima qualità con telefilm di minore qualità ma almeno inediti. No, la tv, proprio, si spegne; meglio, si riempie di repliche, talvolta con ascolti sorprendenti (quelle del «Commissario Montalbano») altre con flop da saturazione («Cesaroni 3»). Legittime – seppure inascoltate nel paese dove i cittadini sono sudditi e i consumatori anche qualcosa di meno – le proteste veicolate dal Codacons chiedendo un intervento al presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Sergio Zavoli, affinché «almeno la Rai garantisca la continuità del servizio pubblico». Perché se è subibile – non accettabile, sia chiaro – che le reti private facciano le loro scelte e se ne freghino fino a settembre, non è tollerabile che la Rai, che si prende 12mesi12 di canone, faccia altrettanto e tagli quasi un quarto del prodotto per il quale ha ottenuto il canone. No, dico, se un formaggiaio ci vendesse una forma di grana e poi scoprissimo che ne manca un quarto o che quel quarto non è grana bensì, chessò?, mozzarella blu, ce ne staremmo buoni buoni? Fuor di metafora, è giusto accontentarsi dell’ ennesimo ritorno in onda di chissà quale stravista stagione de «La signora in giallo» (che dal 1984 viene ri-programmata ed è ormai il… timbro che certifica agli utenti che la tv d’ estate è cominciata e che non c’ è trippa per gatti)? Il Codacons ha ragione. E io mi permetto di aggiungere che c’ è un paradosso in più, quest’ anno: in un’ estate rovente dal punto di vista politico, mentre in Parlamento si discute di Finanziaria, leggi-bavaglio sulle intercettazioni e informazione, su dimissioni di questo o quel politico scoperto con le mani nel vaso della marmellata, la tv generalista tace, essendo i programmi di approfondimento politico in vacanza o trasformati in rotocalco rosa. Tace Mediaset, ed è presto spiegato; ma tace pure la Rai che l’ approfondimento su ciò che sta avvenendo sul fronte politico dovrebbe garantirlo per contratto di servizio pubblico.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
