La Sicilia sospesa delle incompiute
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fonte:
- Quotidiano di Sicilia
ROMA – È ormai un esercizio consolidato. Le incompiute, ben 692 da nord a sud con la Sicilia sul podio delle regioni più incomplete, rappresentano il fardello di un’ Italia potenziale e, in realtà, terribilmente sprecona. Sarebbe l’ Italia del sogno mancato che si è mutato in terribile incubo per l’ enorme dispendio di denaro pubblico. L’ ultimo appello è stato lanciato dal Codacons che nei giorni scorsi ha redatto un dossier facendo i conti, regione per regione, e calcolando un importo lordo degli oneri pari a 3 miliardi, mentre ne servirebbero ancora 1,3 per il completamento. Una stima che difficilmente si tramuterà in realtà per la mancanza di fondi e per lo stato di salute di molte opere ormai irrecuperabili. Il trio delle meraviglie vede il Lazio in prima posizione, 82 progetti ancora da terminare, seguita dalla Sardegna (68) e quindi dalla Sicilia (67). Nell’ Isola l’ importo totale dell’ intervento relativo all’ ultimo quadro economico ammonta a 114 milioni di euro, mentre l’ importo necessario per l’ ultimazione dei lavori sfiora di poco i 100 milioni di euro, secondo dato d’ Italia dopo la Puglia con 107 milioni di euro. Il numero complessivo, secondo quanto aveva dichiarato il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini nel gennaio scorso nel corso dell’ ultima rilevazione del ministero, “è destinato a crescere mensilmente”. La legge che obbliga al censimento risale al 2011, ma dall’ inizio del censimento, avviato nell’ ottobre del 2013, mancano ancora diverse infrastrutture per il ritardo delle amministrazioni nella comunicazione al ministero. A settembre, in occasione di un forum al QdS, era stato proprio Fulvio Bellomo, dirigente generale del dipartimento Infrastrutture, mobilità e trasporti, a ricordare che “queste opere nascono da una norma nazionale ed è stato istituito un ufficio che se ne occupasse”. Nell’ Isola le opere censite ufficialmente sarebbero già circa 190. Sessantasette sono, appunto, quelle inserite nell’ elenco della Regione del 2013, pubblicato nell’ elenco anagrafe opere incompiute, poi indirizzato al ministero. In questo ultimo elenco, pubblicato l’ 8 luglio dello scorso anno, troviamo opere con i lavori già eseguiti per il 100%, eppure non fruibili. Rientrano in questo gruppo i lavori di costruzione della strada di interesse turistico in località Cannarozzo Larderia per lo sviluppo della ricettività collinare nel comune di Basico, e i lavori di messa in sicurezza di urgenza di un’ area compresa tra l’ inceneritore di San Raineri e la linea della costa falcata del comune di Messina. Ma la lista è molto più lunga e si trova veramente di tutto. Non mancano infrastrutture sportive come la piscina comunale di Sciacca, completa per metà e in attesa di 1,1 milioni di euro, e i lavori di realizzazione dell’ impianto sportivo per l’ atletica leggera nel comune di Giarre, l’ arcinota capitale europea di ben altre incompiute avviate e mai completate già a partire dagli anni sessanta. C’ è spazio anche per le strutture scolastiche come il progetto di completamento della scuola elementare “Raffaele Poidomani” di Modica (ancora allo 0%) e diversi progetti di edilizia popolare. Un quadro ricco e variegato di una Sicilia che avrebbe potuto godere di un patrimonio infrastrutturale ben diverso e che, invece, si trova costretta a patire una storica e, probabilmente insaziabile, sete di opere.
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