15 Luglio 2002

LA SICCITÀ Nuove misure per l`emergenza

Autobotti e navi dissalatrici
Domani Conferenza Stato-Regioni.
L`acqua costerà di più

LA SICCITÀ Nuove misure per l`emergenza



ROMA. Finalmente è arrivata la pioggia al Sud. Ma le precipitazioni saranno un sollievo di ben piccola portata dopo mesi e mesi di clima secco. Anzi, molte colture saranno danneggiate dalle piogge torrenziali cadute in alcune aree. Così, mentre è previsto per domani un tavolo Stato-Regioni per affrontare l`emergenza idrica, il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, non esclude l`uso di navi per trasportare acqua nelle zone assetate.
Navi per dissetare il Sud. E` nel trasporto dalle aree più ricche di acqua a quelle colpite dalla siccità all`interno delle stesse regioni in crisi, la prima delle mosse operative che Alemanno sta studiando. Per compiere l`operazione, autobotti che sostituiscano di fatto, almeno nel periodo di crisi, «quel sistema di acquedotti sfasciati – ha detto il ministro – che abbiamo ereditato». Dopo questo intervento urgente, «studieremo con le Regioni gli interventi, tra cui l`impiego di navi cisterna per il rifornimento o di navi-dissalatrici».
Attenzione ai pozzi abusivi: «Sono opere pericolosissime – dice il ministro – perché capaci di alterare la falda idrica e soprattutto di favorire i processi di salinizzazione del terreno».
Aumentare il prezzo dell`acqua. Il ministro dell`Ambiente, Altero Matteoli, pensa all`aumento del prezzo dell`acqua: «Fino a oggi tutti ne hanno fatto un uso indiscriminato, senza buon senso, anche perché aveva un prezzo politico; non sostengo che debba essere pagata per il costo totale perché i meno abbienti si troverebbero di fronte ad una grande difficoltà, ma ritengo che sia una delle misure da valutare».
Risorsa sprecata. L`Italia è uno dei Paesi più ricchi d`acqua al mondo. Se gran parte sta soffrendo la sete, dunque, la colpa non è solo della siccità, ma anche della cattiva gestione. Ogni italiano ha una disponibilità annua teorica pari a 2.700 metri cubi d`acqua per abitante, ma le irregolarità dei flussi e le inefficienze riducono questa disponibilità a meno di 2.000 metri cubi pro capite.
La rete idrica nazionale fa registrare perdite intorno al 40% di media, che al Sud arrivano a sfiorare il 75%. Accade così che il 15% della popolazione italiana, ovvero 8 milioni di persone, per tre mesi all`anno (da giugno ad agosto) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo, pari a 50 litri di acqua al giorno per persona. Contro gli sprechi d`acqua domestici, il Codacons propone un decalogo di consigli utili per i cittadini: dal lavaggio dei denti alla rasatura, dalla cottura della pasta alla doccia.
Il deserto avanza. La crisi idrica straordinaria che sta mettendo in ginocchio il Sud accresce il rischio-desertificazione per le zone aride del Mezzogiorno. E` soprattutto la Puglia a essere minacciata, con oltre il 60% del territorio arido. Segue la Basilicata (arida per il 54%), la Sicilia (47%) e la Sardegna (31%). Le nuove stime indicano che il 12% dell`Italia è a rischio desertificazione.
Le proteste, Per sollecitare la Regione Puglia a approvare una legge speciale in favore del settore zootecnico, in ginocchio per la siccità, gli allevatori della provincia di Foggia hanno indetto una serie di azioni di protesta che attueranno da oggi per l`intera settimana in diversi centri della Capitanata. Gli allevatori hanno denunciato la situazione come insostenibile. Proteste anche in Basilicata. Oggi un corteo di trattori sfila a Scanzano Jonico (Matera) sulla statale 106 Jonica. Secondo gli organizzatori il corteo della manifestazione sarà composto da oltre 200 mezzi.
Piove ma non basta. Non è un sollievo la pioggia, anzi. Grandine e tempeste aggravano i danni all`agricoltura determinati dalla siccità. E` quanto sostiene la Coldiretti sulla base di un monitoraggio dal quale si evidenzia che le forti piogge in Lombardia, Marche, Puglia e Campania hanno determinato danni a ortaggi (insalate peperoni, pomodori), a frutta (pesche e uva) e ai cereali. La violenza delle precipitazioni piovose, infatti, «rende difficile l`assorbimento dell`acqua nel terreno, danneggia materialmente i raccolti e provoca uno stress idrico per l`eccesso di acqua alle piante».

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