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21 Settembre 2005

La Siae ha un nuovo presidente: Giorgio Assumma



ROMA – La Siae ha un nuovo presidente: Giorgio Assumma, 70 anni, esperto di diritto d?autore, docente universitario a Roma Tre e alla Lumsa, celebre avvocato di molti personaggi dello spettacolo e dell?editoria. L?assemblea della Società degli Autori e degli Editori l?ha eletto praticamente all?unanimità: su 51 votanti, 50 sì e una scheda nulla. E? il terzo presidente, dopo Migliacci e Cecchini, designato in un anno. Non è etichettabile politicamente ed è considerato uno dei massimi esperti della materia: tutti si augurano che il suo arrivo riporti serenità dentro la Società devastata da faide interne, veleni, contestazioni e privilegi – finiti nel mirino delle associazioni dei consumatori e della magistratura – e fino a ieri sull?orlo del commissariamento.
Perché la nomina di Assumma venga ratificata dal Presidente della Repubblica, deve passare al vaglio della Presidenza del Consiglio e delle commissioni Cultura delle due Camere. Si prevedono tempi brevi perché questa volta sembrano tutti d?accordo. La Margherita, per bocca di Colasio, esprime «compiacimento» e sollecita la ratifica. Idem i Verdi, che si sono espressi attraverso Cortiana. Il forzista Franco Asciutti, presidente della Commissione Cultura del Senato, parla di «scelta oculata, finalmente con l?accordo di tutti». L?onorevole Giulietti (ds) sottolinea che Assumma è stato «scelto autonomamente dai soci Siae e in nessun modo è etichettabile politicamente». E si augura che all?avvocato non venga riservata «l?indecente campagna che ha già colpito alle spalle i due predecessori». Applausi anche dai sindacati: «Bene Assumma, ora si pensi al rilancio», dicono Cgil, Cisl e Uil.
E l?interessato? La prima dichiarazione è una rivendicazione d?indipendenza. «L?autonomia della Siae, messa a duro rischio negli ultimi mesi, è inviolabile: sono gli autori e gli editori che devono decidere il destino della loro società», ha detto Assumma. «Proprio perché sono stato designato democraticamente dall?Assemblea, andrò diritto in avanti senza ritirarmi qualora avessi il sentore che le commissioni parlamentari volessero esprimere parere sfavorevole alla mia designazione. I teatrini della politica non sono concepibili, tutti dobbiamo collaborare e rimboccarci le maniche». Dal coro di consensi prende le distanze il Codacons, che rimprovera al presidente designato di essere partito «col piede sbagliato»: perché l?autonomia della Siae «non è affatto inviolabile ed è stata violata dalla magistratura che esercita legittimamente (anche se questo dispiace a qualcuno) il sindacato su ogni atto Siae, compresa la designazione del presidente».
Il compito che attende ora Assumma non è da poco. C?è da riadattare la legge sul diritto d?autore del 1941 alle nuove realtà (internet, telefonini). Occorre rivalutare la Siae a livello internazionale, mettere mano all?organizzazione interna e motivare il personale. E vanno ricompattate le varie componenti della Società, come quei nomi prestigiosi della musica (Dalla, Paoli) che in passato non si sono sentiti rappresentati e hanno invocato il commissariamento. La nomina di Assumma piace intanto a Venditti, Mogol, Battiato, Morricone, Zero, Caterina Caselli, Unemia, Acep, Uncla. Non è poco, per cominciare.

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