18 Settembre 2018

La sfida è legalizzare le squillo e un giro d’ affari da 4 miliardi

Antonio Rapisarda Se il 20 febbraio di quest’ anno ha riempito le pagine dei giornali il 60° anniversario della «messa al bando» domani saranno trascorsi sessant’ anni esatti – era il 20 settembre del 1958 – dall’ entrata in vigore della celebre «legge Merlin», il provvedimento che ha decretato la chiusura delle case di tolleranza in Italia. Ebbene, ricorrenza ufficiale aparte, è stato Matteo Salvini qualche giorno fa a ritornare con parole inequivocabili su uno dei cavalli di battaglia della Lega: «Abbiamo raccolto migliaia di firme per provare a fare un referendum – ha spiegato il vicepremier intervenendo al programma I Lunatici su Radiodue Rai -. Ora combatto tra antidroga, antimafia e altro, ma ritengo che riconoscere che quello è un mestiere, togliendolo dal controllo della mafia e dello sfruttamento, sarebbe opera di civiltà». A dimostrazione che sul te mail Carroccio ha intenzione di investire non solo in campagna elettorale vi è l’ elenco di firmatari della proposta di leg ge in materia presentata ad aprile: dal primo firmatario l’ attuale sottosegretario al Mef – Massimo Bitonci, al numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, dal segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi fino al governatore del Friuli Venezia -Giulia Massimiliano Fedriga e al capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. L’ approccio al fenomeno prostituzione, da parte di Sal vini 6 Co, è pragmatico: «Se si sceglie liberamente di prostituirsi non sta a me dare giudizi morali. Ovviamente lo sfruttamento e la violenza sono un altro paio di maniche» ha chiarito il segretario che insiste affinché si possa discutere al più presto del progetto di legge. La tesi- già presentata nella scorsa legislatura – è di una «regolamentazione e tassazione della prostituzione come nei Paesi civili» attraverso proprio la «riapertura delle case chiuse, nome con cui venivano chiamate le strutture statali in cui lavoravano le prostitute fino al 1958, prima dell’ entrata in vigore della cosiddetta legge Merlin». Quello dell’ abolizione della legge 75 del ’58 non è un obiettivo esclusivo della newco salviniana. Già nel 2003 l’ allora leader del Carroccio Umberto Bossi, assieme all’ azzurra Stefania Prestigiacomo, aveva proposto in Consiglio dei Ministri una misura che intendeva combattere la prostituzione in strada ma ripristinava allo stesso tempo le case di tolleranza. Anche all’ inizio dell’ ultimo governo Berlusconi, nel 2008, i leghisti depositarono due diversi disegni di leg ge che proponevano la libertà di prostituzione «solo in abitazioni private, in comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, previa comunicazione al questore competente per territorio». Nel marzo 2014 persino da sinistra (ricordiamo che il Pci nel ’58 voto a favore dell’ introduzione della Merlin) è arrivato un disegno di legge in materia da parte della senatrice dem Maria Spilabotte – con l’ obiettivo di regolamentare il fenomeno: ma nonostante l’ appoggio di Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Nuovo Centrodestra, PSI e Forza Italia non se ne fece nulla. Oggi, a poco più di cento giorni dall’ avvio del governo giallo -verde, Salvini nella veste di ministro dell’ Interno è ritornato sull’ argomento spingendo proprio sui benefici che questo provvedimento porterebbe nel contrasto alla criminalità organizzata. A quest’ aspetto si pue) sicuramente integrare cie) che la legalizzazione potrebbe rappresentare per le casse dello Stato. Come ha recentemente dimostrato un’ indagine del Codacons, il mercato della prostituzione registra in Italia un fatturato annuo pari a 3, 9 mi liardi di euro: cifra da un capitolo interno di una manovra finanziaria. «Cie) che è meno noto- ha continuato l’ associazione – è che durante gli anni della crisi economica il settore è cresciuto sensibilmente, anche grazie al boom della prostituzione sul web». Nello specifico, infatti, è emerso che proprio nel periodo della crisi economica il fatturato della prostituzione è cresciuto del 25,8% mentre il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5%. REGIONE SICILIANA AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI “VILLA SOFIA – CERVELLO” – PALERMO.
antonio rapisarda

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