25 Luglio 2006

La sfida dei farmacisti: ancora sciopero

La sfida dei farmacisti: ancora sciopero
Domani lo stop nonostante il divieto del garante e la minaccia di multa. Il decreto verso la fiducia



ROMA La manovra-bis va verso la fiducia fra le proteste dei farmacisti e la conferma di un nuovo sciopero per il 26 luglio. Nonostante le aperture all`opposizione in Senato, la manovra di contenimento del deficit, il pacchetto fiscale e quello sulle liberalizzazioni del ministro Bersani saranno probabilmente approvati da Palazzo Madama senza nuove modifiche. L`invito di ieri del capo dello Stato a “non governare a colpi di fiducia“ obbliga il governo a tentare il dialogo con l`opposizione. La decisione definitiva sarà presa stamattina, e fonti del governo dicono di “non escludere nulla“. Ieri però fra i senatori della maggioranza si dava quasi per certo che oggi sarà chiesta la blindatura del testo che farà piazza pulita di oltre mille emendamenti. “Vorremmo evitarla“, fa sapere il presidente della commissione Bilancio Enrico Morando. “Ma l`atteggiamento che sta avendo l`opposizione non sembra di disponibilità al dialogo“. Risponde l`ex viceministro Giuseppe Vegas, di Forza Italia: “Il governo metterà comunque la fiducia perché è preoccupato di cadere su qualcuno dei 150 emendamenti presentati in Commissione“. I capigruppo di maggioranza e opposizione ieri hanno concordato di ridurre al massimo le richieste di modifica, ma all`ora di cena la discussione era appena all`inizio. In serata il ministro per i Rapporti con il parlamento Vannino Chiti, che aveva invitato a tentare la strada del dialogo, conferma indirettamente la blindatura: “La fiducia in questo caso è una scelta che servirebbe a mantenere il rispetto dei tempi. Sembra che ora sia diventata una specie di peccato grave, ma faccio presente che da deputato dell`opposizione nella passata legislatura non ho mai avuto la possibilità di esaminare provvedimenti più consistenti di questo come è avvenuto per la Finanziaria“. Il no ai farmacisti Nel pomeriggio il ministro Bersani aveva comunque detto no a nuove modifiche e convinto le farmacie a un nuovo sciopero. Il vertice fra il sottosegretario Giaretta e Federfarma non ha prodotto alcun risultato. “Un incontro-farsa. È offensivo dare un appuntamento per dire che non c`è il minimo spazio per una trattativa“, ha fatto sapere Federfarma confermando la serrata per domani. La Commissione di garanzia sul diritto allo sciopero ha avvertito che si tratta di una protesta “irregolare“, perché non c`è stato il preavviso previsto per legge. “Pagheremo la multa“, è stata la risposta del presidente di Federfarma Giorgio Siri. Il Codacons è pronto a chiedere una multa di un milione di euro per Federfarma e a presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio. Le posizioni di governo e Federfarma “restano distanti“, ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta. “L`obiettivo è quello di abbassare i prezzi dei farmaci“. Federfarma ha ribadito la proposta di eliminare l`obbligo della presenza del farmacista nei supermercati e l`eliminazione della categoria dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Ma, ha ricordato Giaretta, “questo significherebbe rendere impossibile vendere i farmaci da banco fuori delle farmacie“. L`apertura alla Cdl La maggioranza, stretta nel tentativo di tener conto degli inviti sia di Napolitano che del presidente del Senato Franco Marini a non abusare del voto di fiducia, ieri mattina su invito del ministro Chiti ha chiesto all`opposizione di limitare i suoi emendamenti. La Casa delle Libertà ha detto sì, ma si è riservata di non ritirare gli emendamenti più importanti su professioni, Iva, immobili, farmacie e taxi. A quel punto, raccontano i boatos di Palazzo Madama, è intervenuto Bersani convinto più che mai che fosse necessaria la fiducia. Il regolamento del Senato avrebbe già convinto il centro-sinistra che non ci sono vie d`uscita. A Palazzo Madama è infatti previsto che in caso di votazione dei singoli emendamenti in aula debbano essere rivotati anche tutti quelli approvati in Commissione: la maggioranza ne conta 176. L`opposizione ha dato la disponibilità a non creare problemi, ma per il centro-sinistra il rischio sarebbe alto: in tutto la risicata maggioranza del Senato dovrebbe avere la meglio in più di 200 votazioni. Con il rischio di allungare i tempi di un provvedimento che deve essere approvato entro la pausa estiva anche alla Camera.

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