14 Dicembre 2001

La sezione leccese del Codacons ribatte alla società Asea

La sezione leccese del Codacons ribatte alla società Asea
«Un controllo reale e non fittizio»

Nuova battaglia sul caso-caldaie

«Le associazioni a difesa del cittadino vogliono il controllo delle caldaie. E lo vogliono a tal punto che pretendono una maggiore qualificazione del personale addetto, un controllo reale e non fittizio». Il responsabile della sede di Lecce del Codacons, Piero Mongelli, torna sulla delicata questione e sottolinea che l`Asea «strumentalizza per i suoi fini la tragedia di Roma utilizzando i soldi dei controlli per comprarsi mezza pagina di giornale». Tanto che l`Associazione sta meditando se denunciare la società per danno all`immagine. «Sarebbe stato facile anche per il Codacons di Lecce – sottolinea Mongelli – come lo è stato per la società affidataria dei controlli, utilizzare per i suoi scopi la tragedia di Roma (perchè è indubitabile che se i controlli non vengono fatti o vengono fatti male o da personale non qualificato, può “scapparci il morto“), ma a che pro? Basiamoci su cosa è stato fatto e su cosa non è stato fatto: in molti casi non sono stati fatti controlli dei fumi, ma solo sulle carte; in moltissimi casi, dopo tali controlli, già pagati con 40mila lire in sede di autodichiarazione, è stato intimato ai cittadini di pagare altre 240mila lire». Secondo il Codacons, la sostanza della vicenda «è che l`Asea riceve soldi dai cittadini affinchè svolga un servizio. Il problema è come l`Asea svolge quel servizio. Per questo motivo ci siamo rivolti alla magistratura, per questo motivo attendiamo serenamente il suo responso: le strumentalizzazioni e gli attachi all`arma bianca non ci faranno arretrare di un passo perchè abbiamo la forza morale e il sostegno dei cittadini».

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