La sentenza sul fumo ha acceso le polemiche
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fonte:
- Miaeconomia.it
?Non può essere imputata all?Eti (l?Ente italiano tabacchi fondato nel dicembre 1998) la responsabilità per fatti precedenti al 1991 e posti in essere da un soggetto diverso?. Lo ribadisce la British-America Tobacco Italia (Bat), la società che nel 2003 ha assorbito l?Eti, in riferimento alla sentenza emessa dalla Corte d?Appello di Roma che ha condannato l?Ente a risarcire con 200mila euro gli eredi di Mario Stalteri, un fumatore morto nel 1991 a causa di un tumore al polmone.
Condannando l?Eti – si legge in una nota di Bat Italia – si contraddice il principio che la responsabilità per fatto illecito non può essere ereditata. ?Le attività di produzione e commercializzazione del tabacco – prosegue – erano di esclusiva competenza dell?Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e per questo la Bat ricorrerà in Cassazione.
Ma nella motivazione della sentenza è stato chiarito che l?Eti deve essere chiamato a rispondere perché con l?acquisizione avvenuta nel ?98 è subentrato in tutti i rapporti attivi che passivi facenti capo ai Monopoli di Stato.
In particolare la Corte d?Appello di Roma ha ritenuto responsabile l?Ente di non aver adempiuto all?obbligo che gli incombeva, quale produttore, di una corretta informazione sugli effetti nocivi del fumo sulla salute.
?L?Eti – si legge nella sentenza – producendo e vendendo tabacchi, ha esercitato un?attività pericolosa. E poiché quella insidia aveva come bersaglio la salute, ossia un bene primario dell?uomo, tutelato dalla Carta Costituzionale (articolo 32) come diritto fondamentale del cittadino, l?Ente era obbligato ad usare ogni cautela per evitare che il rischio si tramutasse in danno concreto?. Secondo i giudici, quindi, l?Ente tabacchi italiani avrebbe dovuto, come ?prima elementare cautela? informare il consumatore, pur in mancanza di una specifica disciplina di legge. Inoltre – si legge ancora nel provvedimento – avrebbe potuto inserire, magari all?interno delle confezioni di tabacchi, delle etichette o dei foglietti illustrativi che riportassero le notizie essenziali sulla composizione dei tabacchi e sulle sostanze nocive.
Soddisfazione espressa dalle associazioni dei consumatori che annunciano tutela legale nei confronti dei cittadini che vogliano intraprendere nuove vertenze.
Per l?Intesa dei consumatori ?la sentenza di condanna dell?Eti al risarcimento nei confronti di un fumatore è importante?. Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori che insieme ad Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori si riuniscono nell?Intesa, sottolinea che ?finalmente è stato riconosciuto il diritto al risarcimento di un cittadino europeo e italiano rispetto ad un comportamento sbagliato di un produttore che ha venduto un prodotto nocivo, non informando il consumatore?. Per Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef ?è una sentenza che farà giurisprudenza?, perché i danni da fumo sono equiparabili ad una guerra, con costi enormi ogni anno per il servizio sanitario nazionale e la collettività. Il Codacons annuncia invece che a questa prima sentenza di risarcimento potrebbe a breve seguirne un?altra. La richiesta dell?Intesa è comunque chiara: ?chiedere al Parlamento di accelerare l?iter della riforma normativa sulla ?class action?, fermo dal luglio scorso al Senato. Con le azioni di gruppo tipiche del sistema americano il giudice in un solo processo può condannare le aziende a risarcire i danni subiti da una molteplicità di utenti.
Infine l?Associazione consumatori utenti (Acu) ricorda che ci sono numerose altre cause in corso contro la British-American Tobacco per chiedere un risarcimento per i danni derivanti dal fumo. Le richieste di risarcimento, avviate davanti a diversi tribunali italiani, dovrebbero essere definite nel prossimo mese di giugno. In particolare secondo l?Acu, non solo l?Eti ha omesso di informare i consumatori sui rischi del fumo, ma ha anche mentito, violando il decreto ministeriale del 31 luglio 1990, sull?indicazione della reale presenza di nicotina e catrame presente nelle sigarette.
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