24 Novembre 2020

La scuola è prigioniera delle aule dei tribunali

(…) esempio, il Tar ha bloccato la decisione del governatore facente funzioni, Nino Spirll, subentrato nell’incarico dopo l’improvvisa morte di Jole Santelli, decidendo che la chiusura delle scuole reca un danno fortissimo al diritto all’istruzione Ma altri magistrati amministrativi hanno statuito invece la legittimità dell’ordinanza di sospensione delle lezioni emessa da Vincenzo De Luca, viceré della Campania. Già questo basta e avanza per stabilire che il nostro è un Paese con una giustizia fai da te, che si adatta a qualsiasi esigenza. Tuttavia, c’è di peggio, perché in Puglia i giudici sono riusciti a superarsi, arrivando al punto di contraddirsi fra loro. Dopo il ricorso, di alcuni genitori e del Codacons, la terza sezione del Tar della Regione guidata pinquesta volta di Lecce, ha preso una decisione di segno opposto, respingendo la richiesta di sospensione, con la motivazione che il diritto alla salute è prevalente su quello allo studio. Insomma: mentre in Calabria le scuole vengono riaperte dai giudici, in Campania il tribunale ne ordina la chiusura e in Puglia, dove sono più creativi, le lezioni sono a scacchiera, perché a Bari vige una legge e a Lecce, a quanto pare, un’altra Nonostante a leggere le sentenze emesse dai diversi magistrati venga il mal di testa, soprattutto si trovi conferma che la legge non è affatto uguale per tutti, in quanto basta spostarsi di un centinaio di chilometri per appurare che è diversa, non vorrei però dare tutta la colpa a chi amministra giustizia. Se siamo a questo punto, ossia al caos, lo si deve essenzialmente alla politica che, come sempre, quando non sa che pesci pigliare delega la soluzione ai magistrati. Se infatti si è arrivati a portare la questione nelle aule di giustizia è perché in quelle parlamentari non si è trovata la soluzione. Anzi: perché nelle stanze di governo non hanno deciso quanto di loro competenza, lasciando che le Regioni si arrangiassero come meglio credevano e aumentando cosi la confusione. primi a non avere le idee chiare sono infatti i ministri e il presidente del Consiglio, il quale si è fatto attribuire dal Parlamento poteri speciali, ma li usa solo quando gli fa comodo. In passato, cioè durante la prima ondata, quando il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli (Pd), decise di sospendere le lezioni, Palazzo Chigi lo obbligò a fare retromarcia. Che poi, di a una settimana, Giuseppe Conte sia stato costretto a fare egli stesso dietrofront, chiudendo le scuole, è un dettaglio che dimostra come il premier non avesse capito un tubo

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