24 Novembre 2008

La scuola “cede” e uccide un ragazzo

 Un giovane studente morto, uno ferito gravemente, almeno altri quaranta feriti in maniera più o meno grave. E tanta rabbia, dei familiari e dei compagni di scuola, per l’incuria in cui vengono lasciate tantissime scuole in Italia. Il bilancio del crollo del soffitto al liceo scientifico Darwin di Rivoli, in provincia di Torino, è gravissimo. E non è soltanto il maltempo il responsabile di questo terribile incidente. I vigili del fuoco parlano di «cedimento strutturale», e il sindaco di Rivoli, Guido Tallone, a caldo dice che «si tratta di una morte bianca. Non si risparmia – aggiunge – sulla sicurezza nelle scuole. Bisogna mettere da parte le tante inutili parole che sono state fatte ultimamente sulla scuola». Ancora più duri i familiari dei ragazzi feriti. La zia del giovane diciottenne morto, Vito Scafiti, ha detto rivolta ai giornalisti: «Fotografate cosa è successo, fate vedere che le scuole italiane fanno schifo anche al nord e che si può morire a 18 anni andando a lezione a scuola». Una tragedia che causa dolore e rabbia. E un senso di impotenza di fronte a un dramma prevedibile, previsto. Perché, lo ricordano tanti sindacalisti, quanti anni sono che si parla di messa a norma delle scuole? Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, accorso al liceo Darwin poco dopo l’incidente, dice che «abbiamo il dovere di dare una spiegazione in tempi rapidi a questo dramma». Secondo le prime ricostruzioni sarebbe crollata la controsoffittatura dell’aula di Vito Scafiti. Perché ciò sia accaduto ancora non si sa. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, è volata a Rivoli e dopo una breve visita alla scuola ha voluto andare a trovare la famiglia della giovane vittima. Quindi è andata negli ospedali dove sono stati ricoverati gli studenti feriti. «Una tragedia veramente incomprensibile – ha detto il ministro – non è possibile che un ragazzo perda la vita a scuola. Sono qui – ha aggiunto – per esprimere la mia vicinanza personale e del governo a tutte le persone coinvolte in questa tragedia». Mentre il ministro si recava all’ospedale, i medici del Cto decidevano di operare il ferito più grave tra quelli coinvolti nel crollo del soffitto. Il giovane rischia la paralisi ma il danno non può essere valutato in sala operatoria e i medici dicono che bisognerà aspettare almeno alcune settimane prima di sapere la reale gravità dei danni riportati dal giovane. Il liceo scientifico Darwin è un edificio dei primi anni del ‘900 situato sulla collina di Rivoli. Nato come seminario, è stato ristrutturato negli anni ’70 quando è stata realizzata una nuova ala dell’edificio. Il crollo è avvenuto nella parte più vecchia dell’istituto.  Ma secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «quella di Rivoli è una tragedia annunciata visto che il 75% degli istituti scolastici presenti sul nostro territorio è a rischio». Sono anni che si denuncia la fatiscenza delle scuole italiane, ma «non siamo riusciti a ottenere – insiste Rienzi – alcun intervento». Ora, dopo la tragedia, forse qualcosa si farà. Domani la Rete degli studenti organizzerà una iniziativa di protesta. Gli studenti rimarranno fuori dalle scuole per la prima ora di lezione. La tragedia di Rivoli ricorda quella di San Giuliano di Puglia. Nel 2002, nel crollo di una scuola morirono 27 bambini e una maestra, mentre 35 alunni rimasero feriti. In quel caso fu indicato il terremoto come responsabile di disastro ma la scuola era stata da poco ristrutturata e le indagini su quella tragedia rivelarono incuria e poca attenzione alla sicurezza. «La scuola – ha detto il ministro Gelmini non più tardi di un mese fa – è al centro dell’azione di governo e l’edilizia scolastica è una delle nostre priorità». Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto esprimere il suo cordoglio alla famiglia del giovane studente morto a Rivoli. Napolitano ha detto che l’incidente solleva inquietanti interrogativi sulle garanzie a presidio della sicurezza negli istituti scolastici.
 

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