11 Luglio 2010

La Sardegna è la meta turistica più cara

SASSARI. Lo dice il Codacons: la Sardegna è la destinazione più cara d’ Italia. Da un’ inchiesta emerge infatti che l’ isola è la meta più costosa per le vacanze estive 2010. Il dato non riguarda soltanto il pernottamento negli alberghi. In Sardegna, infatti, si spende di più anche per affittare una casa vacanza. I costi sono davvero proibitivi: dai 3800 euro di luglio, ai 5900 di agosto, ad esempio a Porto Cervo, per scendere ai circa 2mila euro di settembre. E’ quanto rileva l’ indagine dell’ Adoc sul costo degli affitti estivi di un appartamento di 40-70 metri quadri, per una famiglia di quattro persone nelle principali località turistiche italiane. Secondo la stessa indagine è settembre il mese che quest’ anno registra il maggiore rincaro, del 3,7%, mentre luglio e agosto segnano un rincaro dell’ 1,5%. «Il rialzo del costo degli affitti e il peso della crisi determineranno un calo delle presenze del 10% rispetto allo scorso anno – ha dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell’ Adoc – luglio e agosto segnano un più 1,5% ciascuno, la media di spesa del primo si attesta sui 2633 euro, un affitto di un mese ad agosto viene a costare 3434 euro. La città con il rincaro più elevato risulta Peschici in Puglia». Mentre sarebbe Stromboli, in Sicilia, la località che segna il ribasso più significativo, l’ 8,3% in meno a settembre rispetto al 2009. «In tutto il Paese e specie nelle regioni e nelle località più desiderate – prosegue l’ Adoc – affittare un appartamento è diventato proibitivo per una famiglia media composta da quattro persone. E’ preoccupante perché è come dire che le famiglie possono avere accesso solo a vacanze di serie B». Secondo lo studio, inoltre, la regione che ha registrato i maggiori aumenti è la Valle d’ Aosta, quella con i maggiori ribassi la Sicilia. «Nonostante la Sardegna rimanga la regione più cara, è la Valle d’ Aosta quella con il più alto tasso di rincari, a settembre del 18,7% – continua Pileri – anche il Lazio, l’ Emilia Romagna, la Puglia, la Toscana e la Campania segnano un aumento nei prezzi».

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