La sanità degli eventi avversi
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fonte:
- Gazzetta di Modena
I fatti fin qui accaduti intorno a quello che possiamo chiamare "il pasticciaccio brutto di Cardiologia" hanno suscitato preoccupazioni, perplessità, incertezze ogni giorno crescenti. Li riassumo brevemente. La benemerita associazione "Amici del cuore onlus" lancia un allarme sulle modalità degli interventi al reparto di cardiologia del Policlinico. Ottiene risposte a suo parere insoddisfacenti e perciò presenta un esposto alla Regione, segnalando presunti casi di morte dovuti a pratiche mediche. La Procura in seguito ad un esposto del Codacons dispone il sequestro delle cartelle cliniche del reparto e apre una inchiesta. La Regione Emilia-Romagna, che è la responsabile della sanità, apre a sua volta una indagine e il 3 marzo scorso nomina una commissione che deve fare chiarezza. Contemporaneamente all’ esposto in Procura e all’ iniziativa della Regione arrivano dal Policlinico piene rassicurazioni: nulla da rimproverarci, va tutto bene, la polemica finirà in una bolla di sapone. Due messaggi contradditori che cominciano ad alimentare le preoccupazioni e gli interrogativi Chi ha ragione? Gli "Amici del cuore" o il Policlinico? Passano 25 giorni e la Regione presenta i risultati del "Gruppo di lavoro per la verifica delle condizioni clinico-organizzative entro le quali sono attualmente erogati interventi endovascolari extra cardiaci nell’ ambito dei centri cardiologici di emodinamica della Regione". Il titolo è un po’ lungo ma lascia intendere che, oltre a Cardiologia del Policlinico di Modena, la Regione vuol capire come questa emodinamica viene eseguita in tutto il territorio. Del gruppo fanno parte sei dottori e un professore, tutti esperti nelle varie materie interessate dall’ indagine. Vengono esaminate una cinquantina di cartelle cliniche di pazienti, probabilmente (ma questo non lo so) i più gravi. Il 28 marzo viene depositata dalla commissione la relazione conclusiva della quale ha dato conto nei giorni scorsi e ancora ieri in modo chiaro e puntuale il collega Davide Berti. Tralascio le tecnicalità, nella quali mi perdo, ma cito testualmente un passaggio che ho capito fin troppo bene e mi ha fatto saltare dalla sedia. Dopo aver elencato in cinque punti i rilievi sul modo di operare a Cardiologia, la commissione scrive: "il gruppo sottolinea come l’ inappropriatezza nelle indicazioni e nella gestione delle complicanze possa essere fonte di rischio e possa creare le condizioni per il verificarsi di eventi avversi, assunto peraltro dimostrato anche da diversi casi fra quelli analizzati nel corso della verifica". Accidenti, non solo c’ è la possibilità, ma addirittura si sono verificati "diversi casi" di "eventi avversi". Eventi avversi? Che splendido eufemismo! Non è che stiamo parlando di morti o di pazienti irrimediabilmente danneggiati? E poi: diversi casi su 50 cartelle cliniche? E a quanto ammonta il totale delle cartelle e il totale degli eventi avversi? Non hai neppure finito di leggere il testo che dal Policlinico e dall’ Università arrivano le contestazioni alle conclusioni regionali. La dottoressa Maria Grazia Modena, direttrice della Cardiologia, dice che quella della commissione regionale "non è la verità" e che non ha nulla da rimproverarsi. Dalla facoltà di Medicina e dal magnifico Rettore, Aldo Tomasi, medico pure lui e dunque capace di capire anche le tecnicalità, arriva la difesa dei medici di cardiologia cui viene riaffermata la fiducia. Si invoca, da parte di qualcuno, il diritto-dovere alla sperimentazione… L’ unico che in qualche modo pare prendere per buone le conclusioni della commissione è il direttore generale Stefano Cencetti che dice "Dobbiamo migliorare i nostri protocolli". E vorrei anche vedere! Le perplessità e gli interrogativi tra i non addetti ai lavori a questo punto non possono che aumentare, figuriamoci tra i pazienti. E aumentano le domande. Io ne faccio alcune sperando di ottenere risposte convincenti. La Regione non monitora, non dico in tempo reale, ma almeno periodicamente l’ attività di pratiche così delicate? Occorrono dei morti per scoprire le "inappropriatezze"?
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