1 Luglio 2008

La Russa scrive a Variati No al rinvio dei lavori

 Scocca l’ora x del Dal Molin. Il 1° luglio è qui, ora. A Roma si riunisce il Consiglio di Stato per esaminare il ricorso del governo contro il blocco della Ederle 2 deciso dal Tar. Se sarà ribaltone, gli Usa riceveranno le chiavi del Dal Molin. Il popolo del No ha iniziato a schierarsi davanti ai cancelli di viale Ferrarin, proprio mentre gli ultimi camion escono dalla base per portarsi via quel che rimane dell’aeronautica italiana. LA LETTERA. La giunta comunale ieri ha approvato la costituzione in giudizio. Questa volta il Comune sarà schierato a fianco dei comitati e del Codacons. "Chiederemo un rinvio – fa sapere il sindaco Achille Variati – è del tutto inusuale questa abbreviazione dei termini per l’udienza davanti al Consiglio di Stato". Il sindaco ha reso noto anche di aver ricevuto una lettera dal ministro della Difesa Ignazio La Russa; un’altra, firmata dal premier Silvio Berlusconi, sarebbe in viaggio. La Russa risponde al sindaco, che aveva chiesto al governo un rinvio dei lavori. Il ministro rileva "l’irritualità di una consultazione referendaria assolutamente non prevista in alcuna disposizione di legge e su materia in ogni caso sottratta a qualsivoglia forma di democrazia diretta. Le decisioni circa l’utilizzo di un’area demaniale destinata a esigenze di sicurezza nazionale, inquadrate anche nel rispetto di trattati internazionali, sono naturalmente riservate allo Stato". "Ritengono che un eventuale ricorso – prosegue il ministro – al voto popolare oltre a non poter influenzare le decisioni governative in materia di politica estera e di difesa, servirebbe soltanto a inasprire vecchie tensioni e contrapposizioni ideologiche. Non reputo di poter aderire alla sua richiesta di sospensione dell’avvio dei lavori". "Non mi aspettavo niente dal governo – commenta Variati – nutriamo invece grande attesa verso gli americani". Il sindaco elenca poi i tanti errori e le tante inesattezze contenute nella missiva del ministro: si parla di "progettazione appena iniziata"; contesta il preventivo per la nuova pista dell’aeroporto civile, che secondo il ministro ammonterebbe a 10,5 milioni, mentre secondo la società Aeroporti vicentini sarebbe di 35 milioni per una struttura depotenziata; si fa riferimento alla "decisione di dislocare l’insediamento nel lato ovest assunta con il pieno coinvolgimento della comunità locale" citando l’ordine del giorno votato nel 2006, quando però l’unica ipotesi sul tavolo era quella sul lato est. E poi si contesta la competenza del Comune: "Ma il mio quesito è corretto. Non fa riferimento a materie di politica estera e di difesa nazionale", replica Variati. LA CONSULTAZIONE. La delibera che arriverà al voto del consiglio comunale giovedì 3 luglio ha ottenuto ieri il parere favorevole in commissione Affari istituzionali e in commissione Bilancio. Il centrodestra ha dato battaglia. Massimo Pecori (Udc) ha denunciato le difficoltà nell’accedere agli atti del Dal Molin. Manuela Dal Lago (Lega nord) ha sollevato dubbi sulla legittimità del documento e ha criticato il quesito: "È una presa in giro".

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