La ruggine impedisce al biologo di effettuare i prelievi dell`acqua
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
LA RUGGINE impedisce al biologo di effettuare i prelievi dell`acqua e il sopralluogo, disposto in seguito ad una precisa ordinanza emessa dal giudice di Pace nell`ambito di una causa civile intentata dal Codacons per verificare la potabilità nei quartieri Santa Maria e Aranceto, slitta alla prossima settimana.
Tutti a casa, dunque, e appuntamento a mercoledì prossimo alle 10,30, data in cui le parti interessate si ritroveranno ancora una volta intorno al serbatoio comunale di viale Isonzo, per procedere alle operazioni che riguarderanno anche il contatore posto all`ingresso del palazzo in cui abita il signor Mario Longo, il cittadino che, nel momento di rivolgersi al Codacons per denunciare la fuoriuscita di acqua mista a fango dal rubinetto della propria abitazione, aveva provocato l`avvio della causa civile davanti al giudice di Pace Silvana Gariani, che nella scorsa settimana aveva conferito incarico alla biologa Carmela Spoto di verificare la potabilità dell`acqua sulla base di alcuni prelievi da effettuare dai serbatoi a rischio.
Trecento euro l`acconto fissato dal giudice e già corrisposto ieri mattina dall`Associazione dei consumatori alla biologa che, tuttavia, con grande sorpresa si è vista impossibilitata a procedere a quanto di sua competenza a causa della ruggine che sigillava letteralmente sia il serbatoio comunale che quello del palazzo Aterp in cui risiede il denunciante, nella cui abitazione si è però potuta rendere conto dell`acqua mista a fango che veniva giù dal rubinetto.
Un`amara sorpresa per tutti coloro giunti puntualmente all`appuntamento (ad affiancare la biologa c`erano l`avvocato Antonio Merante in rappresentanza del Codacons, Giuseppe Errigo per conto della Regione Calabria, i tecnici comunali Angelo Pisani, Benedetto Scarpino e Antonio Paura e Giuseppe Loiacono per la rete idrica) e rimasti a mani vuote, in attesa di ritornare sul posto dopo che i tecnici del Comune avranno reso possibile l`apertura dei serbatoi liberandoli dalla ruggine che li attanaglia da chissà quanti anni.
E così la battaglia a colpi di carta bollata portata avanti, per conto di tutti i residenti della zona stanchi di sostenere le spese esose addebitate loro sulle bollette senza poter usufruire di un servizio dovuto, dall`avvocato del Codacons Francesco Di Lieto va avanti, forte anche delle certificazioni rilasciate dalla Asl e attestanti che nella zona di Santa Maria Aranceto l`acqua “non è idonea al consumo umano“; certificazioni a fronte delle quali in giudizio non sarebbero state, invece, mai prodotte le obbligatorie analisi a campione effettuate dalla Asl e richieste dal Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dal legale di dichiarare illegittimi i canoni acqua, alla luce ovviamente delle conclusioni alla quali dovrà giungere la biologa Spoto nella sua consulenza tecnica relativa alle operazioni peritali che avranno inizio mercoledì presso il serbatoio comunale di viale Isonzo per proseguire fino alle abitazioni di via Teano.
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