«La rotatoria la finiamo noi»
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
MONTEBELLO JONICO – Una lettera chiara e senza mezzi termini quella inviata dai commercianti di Saline Joniche al prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli, al direttore dell’ Anas di Catanzaro e di Reggio, alla Commissione straordinaria di Montebello Jonico, al Codacons. L’ oggetto è sempre lo stesso. Quello inascoltato da chi invece avrebbe già dovuto completare i lavori della rotatoria di Saline diventata ormai la “rotatoria dei mille sospiri”. Trapromesse e silenzi è ormai diventata una barzelletta. Purtroppo però, nessuno ride, tantomeno i commercianti la cui tensione ha superato ogni limite. Per questo nell’ oggetto della lettera inviata con raccomandata alle istituzioni parlano di “lentezza con cui si svolgono i lavori” ed ancora di “commercianti prossimi alla chiusura” e di “blocco della statale 106”. Lo fanno con garbo e con un ossequio che fa riflettere senza però frenare il malumore nei confronti dell’ abbandono cui sono relegati. Scevri da pregiudizi scrivono al fine di essere ascoltati e sono proprio loro ad affermare che “la lentezzaconcuisi svolgono ilavori della rotatoria” impone “una seria riflessione circa lo stato di abbandono cui noi commercianti e tutti i cittadini versano”. Si sentono soli e abbandonati. Non tutelati. Ciò che poi agli operatori commerciali da rabbia, ed è per questo che non hanno esitato ad apporre timbro e firma sulla lettera inviata alle diverse istituzioni, è il silenzio e la non considerazione addotta da chi invece avrebbe già dovuto dire tanto. Loro specificano che “l’ Anas ci sta costringendo a chiudere le nostre attività”. A quest’ ultima non gliele mandano a dire anzi i commercianti ormai furibondi stanno tirando dai cassetti le ormai “ammuffite” fatture degli anniprecedenti e dei mesi antecedenti la chiusura del bivio per chiamarla ai danni. “I commercianti – scrivononon chiedono favori, né cortesie ma al contempo non accettano né potranno mai condividere che l’ irresponsabilità dell’ Anas possa portare gli stessi ad abbassare le serrande delle attività che si sono costruire nel tempo e attraverso anni di sacrifici”. Poi l’ affondo: “Mentre loro, dalle poltrone, ignorano il nostro grido, qui la gente urla ancorae lo farà più forte ed è bene che la gente sappia che le conseguenze ed il futuro delle nostreattivitàsonolegateallaloro incapacità di concludere i lavori entro tempi ragionevoli”. Poi parte la sfida: “E’ bene sottolineare che non si sta costruendoilpontediBrooklyn, né quello sullo Stretto ma una semplice rotatoria dove se si fosselavorato costantemente, l’ opera sarebbe già stata da tempo inaugurata. Se l’ Anas è incapace porre la parola “ultimazione”ailavori, dialapossibilità ai cittadini di lavorare gratuitamente. Volentieri dimostreremmo che in 5 giorni i lavori sarebbero conclusi”. Infine proclamano lo stato di agitazione e fanno sapere di bloccare la SS 106 scusandosi con i fruitori della strada perché a tale gesto sono stati costretti dachi ad oggi non harisposto in modo chiaro.
di vincenzo malacrino’
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