17 Giugno 2014

La Roma di Marino affoga ancora E sul nubifragio indaga la Procura

La Roma di Marino affoga ancora E sul nubifragio indaga la Procura

ROBERTA CATANIA ROMA nnn«Pronto il progetto di vera pulizia dei tombini. Lavoriamo perché un acquazzone non metta in ginocchio la città». Ignazio Marino, sindaco di Roma, lo scriveva su Twitter 292 giorni fa. Cioè parecchio tempo prima di domenica scorsa, quando un nubifragio ha paralizzato il Raccordo e allagato quasi tutta la parte sud della città, e prima anche della “bomba d’ acqua” che a gennaio aveva devastato Roma nord, ancora massaccrata dalle strade chiuse e dalle deviazioni che rendono faticosi gli spostamenti dei romani quotidianamente. Marino che deve combattere con una giunta ostile, con i tagli del governo, con il dannoso accorpamento dei municipi, non perde occasione per giustificarsi invece di recitare il mea culpa. «Ci sono evidentemente elementi che vanno al di fuori della responsabilità della città come ad esempio la manutenzione del Gra di competenza dell’ Anas», ha detto ieri commentando l’ emergenza maltempo. Intanto il Codacons ha promosso una class action, presentando ieri in Procura a Roma un esposto. Gli automobilisti rimasti bloccati possono «costituirsi parte offesa in Procura e chiedere un risarcimento pari a 2.000 euro per i disagi patiti». Alla luce delle varie segnalazioni che dovessero arrivare all’ attenzione dei pm di piazzale Clodio, potrebbe essere formulato il reato di disastro colposo. Ma quello giudiziario non è che uno dei “fronti” aperti dal maltempo che sta pesando sull’ Italia in queste ore. Vi è anche la polemica politica. «Quello del dissesto idrogeologico, l’ ho detto fin dal primo giorno da ministro, è il vero problema di questo Paese. È una malattia vera e propria dell’ Italia», ha dichiarato il ministro dell’ Ambiente Gianluca Galletti. «Sull’ emergenza», ha spiegato Galletti, «nel decreto ambiente c’ è una semplificazione forte per poter investire quel miliardo 600 milioni che oggi sono fermi nelle contabilità speciali dei commissari. Credo che potranno essere spesi entro fine anno». Il Gra non è competenza del Campidoglio ma gli allagamenti all’ ospedale San Camillo lo sono. Le caditoie sono sporche da mesi e domenica pomeriggio, come anche ieri, i vigili del fuoco, sono dovuti intervenire per infiltrazioni d’ acqua nel corridoio esterno del reparto di rianimazione. Ieri la Protezione civile del Campidoglio ha comunicato di aver effettuato numerosi interventi in tutta la città per disostruire tombini e caditoie ed il problema ora sarebbe risolto. Ma il primo cittadino procrastina ancora: «Dobbiamo iniziare un piano di manutenzione ordinario e straordinario, ci sono molte azioni che spero vengano intraprese al più presto». È competenza del primo cittadino anche la linea della metropolitana. Sul web spopolano i fotomontaggi in cui la metro viene ritratta come un parco acquatico. A causa del maltempo alcune stazioni della linea A e della B (le uniche linee della Capitale, i lavori della linea C sono fermi al palo tra “inestimabili” reperti e indolenza) sono rimaste bloccate. Atac, società che gestisce il trasporto capitolino, ha avviato una commissione d’ indagine tecnico-amministrativa per accertare le cause degli allagamenti. «La commissione», spiega Atac in una nota, «dovrà ricostruire in tempi brevissimi le dinamiche che hanno condotto all’ evento e valutare il rispetto delle procedure aziendali previste, accertando eventuali responsabilità, interne ed esterne all’ azienda».
 

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