21 Ottobre 2021

La rivoluzione delle strisce blu “Più care e stop abbonamenti”

Più strisce blu, stop agli abbonamenti e agli sconti, tariffe in aumento in centro e calmierate in periferia. Tra le 23 delibere che il neosindaco Roberto Gualtieri vuole vedere approvate nei primi mesi di consiliatura c’è anche l’atto che riforma la sosta tariffata, le “famose” strisce blu. La giunta 5S si era fermata a un soffio dal via libera: troppo pericoloso presentarsi a ridosso delle elezioni con una rivoluzione considerata impopolare dalla riottosa maggioranza grillina. Ora tocca all’amministrazione dem.

L’obiettivo è raddoppiare gli attuali 70 mila stalli a pagamento con un piano a tappe: la prima prevede di arrivare a 100 mila posteggi. Come? Eliminando la quasi totalità dei 16.816 parcheggi gratuiti, le cosiddette strisce bianche, e realizzando nuove zone tariffate. La ratio è quella di non andare a toccare gli equilibri dei quartieri esclusivamente residenziali o le aree che ospitano uffici. Verranno dipinte di blu le strisce delle zone miste, dove ci sono centri commerciali o le strade dello shopping meno centrali.

“Lo scopo non è fare cassa, ma disincentivare l’utilizzo dell’auto legando la riforma al potenziamento del trasporto pubblico”, spiegano i collaboratori di Gualtieri. Nel piano dell’ex ministro del Tesoro c’è anche l’addio all’abbonamento mensile da 70 euro e alla tariffa bonus che regala 8 ore a chi paga 4 euro in un’unica soluzione. Stop agli sconti e via libera alla revisione dei prezzi. Ovviamente dopo aver consultato gli uffici capitolini che nel 2014 furono smentiti da un ricorso del Codacons contro il nuovo piano tariffario.

Sui tavoli dei tecnici giace sempre la delibera lasciata in eredità dai grillini e voluta in particolar modo da Enrico Stefàno, ex presidente della commissione Trasporti che ha lasciato i 5S per sostenere la candidatura di Gualtieri. Quella delibera prevedeva aumenti per il centro storico: 2 euro l’ora per le prime due ore e poi 3 euro per ogni ora successiva. Aumento da 50 centesimi tra via Ludovisi e via Veneto.

Lo stesso valeva per il resto dell’anello ferroviario, da Testaccio al quartiere Trieste. Nelle zone periferiche, da Garbatella spostandosi fino a Tor Bella Monaca e Ostia ecco una tariffa scontata da 50 centesimi l’ora. Il piano della coalizione del centrosinistra potrebbe in parte ricalcare quello del M5S, che aveva già ottenuto il via libera del dipartimento Trasporti.

Ulteriori novità sono previste per gli ausiliari. Ora possono multare solo chi non ha pagato il tagliando per le strisce blu in contanti o via app. L’interlocuzione con la prefettura potrebbe consentire alle pettorine gialle di iniziare a sanzionare anche chi posteggia l’auto in divieto o in doppia fila. Una stretta per decongestionare il traffico e restituire decoro alla città.

In questo senso, nel tentativo di sconfessare il ritornello che paragona Roma a “un parcheggio a cielo aperto”, è allo studio anche una revisione dei permessi per il parcheggio gratuito sulle strisce blu concessi a residenti e domiciliati a Roma. I primi ne possono avere fino a 2 a testa per le vetture di proprietà. I secondi uno per nucleo familiare. Troppi. Per far passare il messaggio, la riforma sarà accompagnata da altri atti: Gualtieri è pronto a chiedere il commissariamento per il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero e a creare una task force per ultimare al più presto i lavori delle nuove tramvie. Il potenziamento del tpl per convincere i romani ad abbandonare la tanto cara auto.

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