4 Luglio 2006

La rivolta va in taxi A Roma e Milano aeroporti sotto assedio

La rivolta va in taxi A Roma e Milano aeroporti sotto assedio





ROMA Il primo scoglio di Prodi ha la forma di un taxi bianco, con il clacson martellante e cartelli pieni di slogan contro il governo attaccati a tutti i finestrini. Al premier sarebbe bastato affacciarsi ieri dalle finestre di Palazzo Chigi, per ammirare, su via del Corso fino a piazza Venezia e oltre, un unico serpentone bianco, rumorossissimo e statico, momento clou di una protesta che ha bloccato per ore il traffico della Capitale ma che, contemporaneamente, ha dilagato in tutta Italia. Glielo hanno fatto apposta, a Prodi, i `tassinari` romani: a turno, a cadenza oraria, un drappello di auto bianche ha continuato a passargli sotto casa, suonando il clacson a distesa. Oggi lo rifaranno, l`hanno promesso. Tant`è che il Codacons non ha perso tempo. Ha denunciato i tassisti alle Procure per “blocco stradale“ e “turbativa di pubblico servizio“, oltre a inviare un esposto alla Commissione di garanzia sugli scioperi chiedendo di “intervenire punendo severamente i trasgressori“. LA FOTOGRAFIA della prima giornata vera di protesta dei tassisti italiani contro la liberalizzazione delle licenze – e in attesa dello sciopero indetto per l`11 luglio prossimo – in realtà la si poteva scattare a Milano Malpensa come a Napoli Centrale. Oppure sulla Roma-Fiumicino. L` autostrada di collegamento con l`aeroporto internazionale è rimasta per ore occupata, in prossimità dello scalo, da un numero impressionante di auto bianche (secondo i tassisti addirittura 2mila vetture) che subito dopo la fine di un`assemblea estemporanea in uno dei parcheggi dello scalo, hanno deciso di rientrare a Roma a passo d`uomo: inutile dire che l`autostrada si è bloccata completamente nel giro di pochi minuti. Impossibile, quindi, per i passeggeri dei voli, raggiungere Roma se non con i bus e il treno, ovviamente presi d`assalto. UN INFERNO. Che a Milano-Linate ha avuto come protagoniste trecento auto che hanno bloccato il viale di accesso all`aereoporto impedento a chiunque di raggiungere i voli in partenza. Solo l`intervento della polizia ha fatto recedere i conducenti dei taxi dall`intento di proseguire la protesta ad oltranza, ma si attendono repliche nei prossimi giorni. A Malpensa, le oltre 600 auto pubbliche impegnate nel lavoro intorno all`aereoporto hanno scelto semplicemnte di incrociare le braccia, non caricando passeggeri, ma non provocando neppure disagi alla circolazione dei bus e dei mezzi alternativi. E MENTRE a Roma, a piazza Venezia decine di taxi improvvisavano un carosello a clacson spiegati, a Torino la situazione precipitava intorno all`aereoporto di Caselle. Con le stesse modalità dei colleghi di Milano, i tassisti di Torino hanno bloccato l`accesso allo scalo. In città il servizio di auto pubbliche era già stato sospeso da sabato mattina, quando si sono registrati anche momenti di scontro tra alcuni tassisti contro l`auto di un collega che, invece, aveva deciso di lavorare. Solo l`intervento della polizia, avvertita dai passanti, ha sedato la rissa. Tensione alle stelle, dunque, tra gli addetti ai lavori che ha toccato uno dei momenti più forti a Genova. Sin dalla mattinata di ieri i taxi avevano cominciato a girare a velocità molto ridotta per tutto il centro, ma poi, nel pomeriggio, tutte le auto bianche si sono riversate sulla soprelevata che congiunge il ponente con il levante cittadino: soprelevata totalmente bloccata, centro di Genova isolato per ore. MENO MARCATA la protesta a Firenze, dove non si sono registrati sostanziali disagi, così come a Bologna, con i tassisti in `stand by` volontario in attesa di protestare davvero il giorno dello sciopero. A Napoli, invece, la protesta è proseguita tutto il giorno a singhiozzo, anche qui nell`attesa di `sfogarsi` l`11 luglio.

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