La rivolta contro l’ autovelox
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fonte:
- Il Giorno
di FABIO LOMBARDI – MONZA – CÈ GIÀ chi ha ricevuto 20 multe e altre probabilmente ne riceverà nei prossimi giorni (visto che le notifiche arrivano con un paio di mesi di ritardo). «Una trappola». Così la definiscono molti brianzoli. È quella tesa ad automobilisti e motociclisti dal nuovo autovelox di viale Fulvio Testi. A Milano, sì. Ma di lì passano ogni giorno migliaia di pendolari brianzoli. Che si sono organizzati nel gruppo facebook «multe milano viale fulvio testi palo della luce 10 11» che ha raggiunto 800 adesioni. L’ autovelox è quello attivato a partire da metà dicembre vicino al ponte della ferrovia (fermata della metropolitana Ca Granda). O meglio due autovelox. Uno sulla carreggiata Nord e uno in direzione Sud. «MI HANNO già notificato 3 multe. La prima presa il 19 dicembre, ma l’ avviso mi è arrivato il 26 febbraio. Oltre 2 mesi dopo. E nel frattempo? Chissà quante ne avrò prese d’ altre… io passo di lì praticamente quotidianamente», spiega Stefania Balliana, monzese, di San Fruttuoso che lavora come consulente a Milano, zona Fiera. Nei giorni scorsi si è attaccata al telefono per parlare con i vigili di Milano «per scoprire quante multe dovrò ricevere ancora». Risultato? «Altre cinque. Ho fatto due calcoli a spanne: 600 euro e sei punti della patente. In totale. In due mesi», si rammarica (è un eufemismo) Stefania. E non è che i pendolari brianzoli rivendichino il diritto di sfrecciare in quel tratto di strada come fossero Sebastian Vettel o Valentino Rossi. «L’ amministrazione comunale di Milano non ha fatto realizzate subito sull’ asfalto delle grandi scritte che riportano il limite di 50 all’ ora. Prima di questa novità. Io, e molti altri come me, erano conviti che il limite fosse fissato a 70. Sono stata sempre ben attenta a non superare i 70 chilometri orari inconsapevole che gli autovelox in quel tratto fossero tarati per i 50 chilometri orari». Per questo gli aderenti al gruppo facebook hanno incominciato a bombardare di mail e di lettere il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il Comune. TANTI i motivi della protesta. «Ci chiediamo perché un tratto di strada come quello sia classificato come urbano e quindi abbia un limite di 50 invece che 70 all’ ora come il resto del viale», scrivono molti su facebook. Ma non solo. «Perché non subito con l’ attivazione dell’ autovelox sono comparse segnalazioni evidenti del limite a 50 chilometri orari? E poi siccome le notifiche arrivano dopo oltre due mesi chi ha infranto il limite senza accorgersene non ha avuto la possibilità di “ravvedersi” accumulando decine e decine di altre multe», si lamentano i pendolari tartassati. Molti hanno contattato un avvocato mentre della vicenda si sta interessando l’ associazione consumatori Codacons. C’ è anche una petizione online che ha superato le 240 firme. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabio lombardi
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