22 Marzo 2014

La rivolta dei top manager «Tagli? Andremo via tutti»

La rivolta dei top manager «Tagli? Andremo via tutti»

ROMA. Matteo Renzi all’ attacco. Nel mirino evasori e stipendi d’ oro dei manager pubblici riguardo ai quali il premier fornisce la “certezza” sul fatto che verranno tagliati. Protesta l’ ad di Ferrovie, Mauro Moretti ma appare decisamente critico anche il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi. “Non si possono dare voti – dice Squinzi riferendosi a Renzicredo che sia ancora a casa che si sta preparando alle interrogazioni europee”. Poi critica con una battuta anche le lungaggini della burocrazia italiana per ottenere i permessi per le industrie». Intanto si consuma uno scontro a distanza tra l’ ad di Ferrovie e il premier. “Io prendo 850 mila euro l’ anno, – dice Moretti – il mio omologo tedesco ne prender tre volte e mezzo tanti”. Poi avverte che molti manager, lui compreso, potrebbero decidere di andare via dall’ Italia. Ironici i commenti: “Se vuole andare viadice ad esempio il Codacons – gli paghiamo il biglietto aereo”. A Moretti dopo molti commenti (da Loredana De Petris di Sel che dice “parole inaccettabili” a Giorgia Meloni presidente di Fratelli d’ Italia “espatri pure”) risponde direttamente Renzi: “Confermo l’ intervento sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono convinto che quando Moretti vedrà la ratio sarà d’ accordo con me”. Risponde Moretti: “Di lui mi fido”. Dunque qualche certezza ma tra pensioni, difesa, forze di polizia, sono molti i capitoli della spending attualmente in bilico. E allo stato sembra allontanarsi l’ ipotesi di appesantire il deficit portandolo dal 2,6% stimato a ridosso (ma sotto) il 3% del limite europeo. Qualche indicazione in più arriverà comunque a breve con la presentazione del Def al Parlamento. E sul supercommissario si abbatte intanto la censura della Camera dei deputati. “Non corrisponde al vero per ciò che riguarda l’ andamento della spesa della Camera dei deputati” quanto sostengono le slide di Cottarelli, pubblicate nei giorni scorsi, secondo le quali dal 2009 non sono calati i costi degli organi costituzionali. Il “coniglio” dal cilindro di Renzi, con tutti i rischi del caso, potrebbe essere una nuova stagione di lotta all’ evasione. Fatta però con strumenti più moderni. Una “cyber-guerra” agli evasori insomma. Renzi lo spiega con un tweet: “Contro l’ evasione ho intenzione di combattere anche attraverso l’ innovazione digitale e l’ incrocio dei dati. Ne parliamo presto”. Così le novità potrebbero arrivare a breve, cioè nel pacchetto di riforma fiscale annunciato prima dell’ estate.

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