4 Luglio 2006

La rivolta dei tassisti investe Prodi

Roma – L improvvisa serrata delle auto bianche colpisce il Paese dritto allo stomaco. Fermi gli aeroporti, colonne immobili di vetture di fronte alle stazioni dei treni, all ingresso degli ospedali. Non è stato necessario attendere lo stop dell`11 luglio proclamato dalle sigle sindacali dei tassisti nei giorni scorsi. Ieri mattina la protesta è letteralmente esplosa lungo tutto lo stivale, con colonne immobili di auto bianche distribuite in alcune delle principali città italiane. Tutte unite dalla lotta contro il decreto sulle liberalizzazioni. Circa 300 conducenti di auto pubbliche si sono ritrovati nello scalo aeroportuale milanese di Linate per un`assemblea bloccando il servizio e provocando disagi per i passeggeri in arrivo. Lunghe code alla fermata della linea 73 degli autobus che da Linate portano verso il centro città. I tassisti promettono uno sciopero ad oltranza e chiedono un tavolo di concertazione con il ministro Bersani. Nessuna assemblea, come quella convocata a Linate, ma disagi anche all`aeroporto di Malpensa. Allo scalo, attorno al quale lavorano in tutto circa 600 auto pubbliche delle province di Varese e Milano, quasi tutti i tassisti oggi non caricano passeggeri. Analoga situazione riguarda anche la città di Varese e la provincia. Stesso caos anche a Ciampino e Fiumicino. Una serie di comitati spontanei di tassisti romani nati durante un`assemblea ieri nello scalo romano, hanno deciso l`agitazione permanente in vista dell`assemblea di mercoledì prossimo al Circo Massimo alla quale parteciperanno colleghi da tutta Italia. A Napoli l`assemblea delle cinque cooperative radio taxi ha deciso per lo stato di agitazione permanente. Dall`aeroporto alla stazione, al porto, secondo le stime dei sindacati circa l`80% dei 2400 tassisti cittadini non accetta corse. Vengono garantiti – gratis – solo i trasporti che riguardano disabili, ammalati e anziani. Una rappresentanza di sindacati ha anche chiesto un incontro con il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. A Torino, dove il segretario dei Ds Piero Fassino è stato contestato oggi dai tassisti in sciopero all`aeroporto di Caselle, la protesta ha provocato veri e propri momenti di scontro tra taxisti. In via Pietro Micca, quattro tassisti a bordo di altrettante auto di servizio hanno bloccato il taxi di un loro collega. I quattro hanno invitato i clienti a scendere dalla vettura, poi hanno inveito contro il loro collega che stava lavorando nonostante lo sciopero e infine hanno danneggiato il tassametro. Alla scena hanno assistito due persone che hanno avvertito la polizia. “Abbiamo in programma di organizzare degli incontri, mercoledì 5 luglio a Roma, venerdì 7 luglio a Milano per poi aderire allo sciopero nazionale indetto per l`11 luglio“. Con queste parole Nereo Villa, segretario del Satam, il sindacato dei tassisti milanesi aderente al Cna Milano, ha lanciato la sua risposta al decreto Bersani sulle liberalizzazioni. “Con l introduzione di licenze plurime – spiega Villa – si otterrà solo un aumento del costo del servizio a scapito dei cittadini e il governo otterrà l effetto opposto a quello desiderato“. Villa ha inoltre annunciato l adozione di misure più decise in caso di firma del decreto da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In linea con le dichiarazioni di Nereo Villa è anche il presidente di Cna Milano, Maurizio Calzolari, che si è schiera a favore del concetto di liberalizzazione, laddove ciò non significhi solo trasferimento ai soliti poteri forti del monopolio di mercato: “Bisogna tenere conto – spiega Calzolari- che l`Italia è un Paese con una struttura industriale particolare, è opportuno avvicinarsi al modello europeo ma ricordandoci che la nostra realtà economica è fatta principalmente di artigianato e piccola e media impresa“. Argomenti che non scalfiscono la posizione del premier, Romano Prodi, che ieri ha opposto un muro impenetrabile alle proteste di migliaia di tassisti: “Queste reazioni non hanno senso. – ha spiegato – La riforma delle liberalizzazioni non ha voluto colpire alcuna categoria in particolare, tanto meno quelle che vengono definite non vicine al Governo“. Più morbido il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, che risponde alle proteste dei tassisti a leggere la norma in questione: “Sono figlio di un artigiano – spiega Bersani – non darò mai addosso ad un lavoratore che guida la macchina“. Duro contro la manovra Maurizio Sacconi, di Forza Italia, membro della commissione Lavoro del Senato“Sono provvedimenti per lo più di poca portata e di alto impatto sociale. Certamente si è usata la concertazione con gli amici e la decretazione d urgenza con i nemici. Siamo davanti ad un provvedimento che è segnato da odio sociale“. Sul piede di guerra, inoltre, le varie sigle che riuniscono gli interessi dei consimatori. A questo proposito il Codacons ha denunciato i tassisti alla procure della Repubblica ipotizzando il reato di blocco stradale e turbativa di pubblico servizio: “Le proteste messe in atto dai tassisti – afferma il Codacons in un comunicato – sono inaccettabili ma i consumatori non staranno a guardare: l`associazione infatti sta predisponendo una serie di esposti alle Procure di Milano, Roma, Torino e Genova, cui si aggiungeranno le altre città interessate nelle prossime ore dalle agitazioni, e alla Commissione di garanzia sugli scioperi“. Paolo Landi, invece, segretario generale dell Adiconsum, parla di “una reazione assolutamente spropositata, quella dei tassisti, che non tiene conto dei diritti essenziali dei cittadini“. Infine secondo i dati dell Unione nazionale consumatori, l Italia sarebbe il fanalino di coda dell Europa per quanto riguarda le licenze taxi rilasciate: soltanto 40 mila, di cui oltre 10 mila tra Roma e Milano. Per quanto riguarda il rapporto con le altre metropoli europee, la Capitale si situa soltanto al sesto posto, con 2,1 vetture ogni 1000 abitanti, contro i 9.9 di Barcellona, le 8,3 di Londra e le quasi 4 di Praga. Un deficit che suggerisce all Unione Consumatori un terza via: rendere più competitivo il mercato rilasciando licenze “part-time“, per coprire il servizio negli orari di punta oppure nei giorni festivi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this