8 Aprile 2018

La rivolta dei recensiti

una donna usava tripadvisor per ricattare ed è stata arrestata secondo i ristoratori non è un caso isolato così nasce sos recensioni
Tr e giorni fa la notizia: una donna viene arrestata per aver ricattato il proprietario della sua villetta di cui aveva scritto tutto il male possibile su TripAdvisor. «Tolgo la recensione soltanto se mi ridai i soldi dell’ affitto». È finita dietro le sbarre con l’ accusa di estorsione. È solo l’ ultimo caso ma sono in molti ad accusare il più popolare sito di recensioni gastronomiche e turistiche al mondo di peccare in trasparenza e in gestione dati. E soprattutto il timore è che i giudizi vengano strumentalizzati da chi vuole far male e non da chi è interessato ad offrire consigli a gourmet e viaggiatori. A Torino sono 2952 i punti di ristoro sotto la lente. E sono divisi per macro-categorie: Cucina locale (1404), Pizza (528), Pesce (293), Giapponese (124), Sushi (97), Cinese (94), Messicana (31), Caffè (69) e altri. Seconda selezione quella per costo: dalla cucina raffinata a quella per tutte le tasche a quella disponibile alla prenotazione online. E poi c’ è «The Fork», il figlio di TripAdvisor, servizio che permette di prenotare, recensire e tenere i contatti con i clienti del proprio ristorante. Per molti un’ opportunità ma per qualche ristoratore anche una zona grigia dove convivono troppo allegramente recensioni e sconti. A Torino le recensioni sono finite in tribunale perché diventate una guerra tra ristoratori e non è un caso che sia nato qui lo sportello, «Sos Recensioni», che raccoglie le proteste di chi invoca la loro tracciabilità. «È un problema diffuso e cerchiamo di capire, con i dirigenti del sito, che cosa si possa fare. Perché non tutte le storture sono responsabilità diretta di TripAdvisor ma di terzi che agiscono con metodi truffaldini» spiega il direttore dell’ Epat Claudio Ferraro. Ma è l’ Unione nazionale consumatori a chiedere con voce più forte di tenere il fenomeno sotto controllo: «I reclami su recensioni false o artefatte che ci giungono continuamente sono la prova che TripAdvisor non fa ancora abbastanza per scongiurare questo rischio». Proprio grazie a una loro denuncia all’ Autorità Antitrust di qualche tempo fa, la piattaforma smise di vantare l’ attendibilità totale delle recensioni pubblicate sul sito. «Ma adesso deve fare di più – sostiene Massimiliano Dona, presidente Unc – nell’ attuale ecosistema governato dai big data, Intelligenza Artificiale e algoritmi credo sia lecito attendersi sistemi idonei a rintracciare ed escludere i commenti fake». Incalza: «TripAdvisor deve farlo non solo a garanzia dei consumatori, ma anche della sua stessa sopravvivenza perché alla lunga questi scandali indeboliscono l’ autorevolezza» I consigli per gli utenti? Leggere tra le righe di una recensione può svelare se è davvero spontanea; non fidarsi mai di un solo portale, ma confrontare più piattaforme prima di scegliere un ristorante o un albergo. Infine il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, lancia una proposta: «Commenti accessibili solo a chi ha soggiornato o mangiato sul serio in un albergo o un rist orante». Sarebbe già qualcosa. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
emanuela minucci, claudia luise

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