LA RIVOLTA DEI MACCHINISTI “L`azienda ci proibisce di parlare“
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fonte:
- Libero
Alla Met.Ro è vietato parlare. E per i macchinisti della Metro A – la linea del tragico incidente dello scorso 17 ottobre – è allarme censura. Tutto ruota intorno a quel Codice Etico dell`azienda (e Carta dei valori), adottato lo scorso 19 aprile e consegnato ai dipendenti – secondo testimonianze dirette – tra il 26 e il 30 dello scorso mese. Pochi giorni dopo il tragico tamponamento all`altezza della stazione Vittorio. “L`azienda ci tappa la bocca“, denunciano. “Attendiano gli esiti delle inchieste“, incalzano laconici i sindacati. Il testo del Codice parla chiaro: “I destinatari (i dipendenti, ndr) non possono intrattenere rapporti con gli organi di stampa senza la previa autorizzazione della funzione aziendale competente; non possono rilasciare dichiarazioni pubbliche che possono nuocere al prestigio e all`immagine della Società e del Comune di Roma o comunque concernenti la propria attività lavorativa“. E poi, attenzione: “Il Codice ha un valore contrattuale e la violazione di una sua disposizione costituisce un inadempimento alle obbligazioni del rapporto di lavoro o un illecito disciplinare, con ogni conseguenza di legge sia in ordine alla conservazione del rapporto di lavoro, sia all`eventuale risarcimento dei danni“. Un testo che mette i brividi, nonostante regolamenti e codici siano diffusi presso numerose aziende pubbliche e private. Tanto che Roberto Rastelli, esponente Udc e presidente della commissione Trasparenza del Comune, si irrigidisce e pronuncia un netto “no a malcelate verità. Credo che per una azienda, anche la comunicazione sia sinonimo di sicurezza“. Rincara la dose, con una battuta amara e naturalmente scaramantica, Fabio Desideri, capogruppo Dc alla Regione Lazio: “Da quattro giorni, per fortuna, le metropolitane di Roma non sono interessate da eventi negativi. Il Lazio trasferisce al Comune ingenti fondi e attendiamo con ansia la seduta di consiglio straordinario del 23 novembre dedicata ai trasporti, la cui gestione da parte del Campidoglio ci preoccupa sempre di più“. Polemiche politiche o sacrosanta ricerca della verità? Le commissioni di inchiesta sono al lavoro, la stessa Procura della Repubblica di Roma è naturalmente impegnata su questo fronte e va da sè che si debbano attendere gli esiti di tutte le indagini. Ma è un fatto che da giorni – salvo quando si incendia una centralina come e Ponte Lungo o si blocca un convoglio nella stazione di Lucio Sestio non si parli più di quel drammatico 17 ottobre. Eppure, siamo alla vigilia di alcuni appuntamenti importanti. Domani, il ministro Alessandro Bianchi dovrebbe riferire in Parlamento sull`andamento delle inchieste sul tamponamento all`altezza della stazione Vittorio, che è costato la vita alla ricercatrice Alessandra Lisi e provocato decine e decine di feriti. Mercoledì prossimo, poi, la commissione Trasparenza ascolterà i sindacati e anche l`organizzazione di consumatori Codacons. “Una convocazione“, spiega il presidente Rastelli, “che si è resa necessaria per registrare la voce dei lavoratori anche su eventuali sovra-carichi di lavorio, poiché anche questo elemento può mettere a repentaglio la sicurezza. In ogni caso, andremo fino in fondo“.
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