18 Novembre 2020

La rivolta contro Amazon: “A Natale comprate nei negozi del vostro quartiere”

 

Codacons e Confesercenti chiedono al governo di limitare lo strapotere del colosso americano: «Il rischio è che le restrizioni anti-Covid penalizzino i negozi fisici a favore del gigante dell’e-commerce»

In vista del Natale il Governo dovrà studiare misure per limitare lo strapotere dei colossi dell’e-commerce come Amazon. Lo afferma il Codacons, che ricorda i rischi sul fronte concorrenza. “Qualora rimangano in vigore le restrizioni anti-Covid sul fronte dei negozi, le società dell’e-commerce come Amazon otterrebbero enormi benefici perché tutti gli acquisti degli italiani verrebbero trasferiti dai negozi fisici al web – spiega il Codacons – se da un lato i consumi e le produzioni italiane potrebbero beneficiare dello shopping online, dall’altro vi sarebbe un danno enorme per il commercio al dettaglio tradizionale e una palese lesione della concorrenza e del mercato. C’è poi la questione sanitaria: nei magazzini di Amazon lavorano centinaia di persone e la catena di trasporto e consegna merci coinvolge un elevato numero di soggetti, situazione che – conclude l’associazione – alimenta la possibilità di contagi molto più che nei piccoli negozi, dove entra un numero ristretto di consumatori sottostando a rigorose norme anti-Covid”.

La petizione francese
In Francia ambientalisti e politici di sinistra, personalità del mondo della cultura e delle associazioni, si sono uniti in una petizione per impegnarsi a non usare Amazon per Natale. “Caro Babbo Natale, quest’anno stiamo assumendo l’impegno di un Natale senza Amazon”, scrivono i firmatari della petizione, tra loro la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo. Nell’elenco anche i consiglieri regionali ecologisti di Grenoble e Poitiers, Eric Piolle e Lèonore Moncond’huy, così come Greenpeace, la confederazione dei commercianti di Francia e l’unione francese delle librerie. I firmatari, che dipingono un quadro cupo delle conseguenze sociali, fiscali e ambientali dello sviluppo di Amazon, invocano a favorire il ricorso a negozi locali o all’economia circolare per i regali delle prossime festività. “Non è solo un invito a non ordinare su Amazon, è anche una petizione positiva a beneficio dei commercianti locali e di un e-commerce più sostenibile”, ha dichiarato il deputato Matthieu Orphelin. La petizione fa appello inoltre anche a leggi per rallentare lo sviluppo del gigante digitale americano in Francia. Chiede il divieto per nuovi magazzini e leggi “che pongano fine alla concorrenza sleale e all’ingiustizia fiscale tra i colossi digitali e negozi fisici e locali”. Si chiedono inoltre “leggi utili alla nostra economia piuttosto che aumentare ulteriormente la già delirante fortuna di Jeff Bezos”. “Siamo diventati, nostro malgrado, una voce per alcune organizzazioni che desiderano garantire una migliore copertura mediatica delle cause che rappresentano”, ha replicato Amazon France in una dichiarazione. “Questi gruppi fanno affidamento, spesso volontariamente, su informazioni fuorvianti”, continua la rappresentanza francese del gigante americano. “La nostra attività sostiene oltre 11 mila imprenditori e commercianti francesi che si affidano ad Amazon per mantenere le loro attività e l’occupazione”, spiega. “Abbiamo investito più di 9,2 miliardi di euro nelle nostre attività francesi dal 2010 e stiamo impiegando più di 9.300 persone nel Paese per servire i nostri clienti”. “I nostri impieghi forniscono un’eccellente retribuzione, vantaggi completi e grandi opportunità di carriera, il tutto in un ambiente di lavoro positivo, sicuro e moderno”, insiste Amazon.

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