La rissa sul caro-prezzi finisce in Parlamento
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fonte:
- Il Tempo
Le associazioni dei consumatori non vogliono contestare l? istituto ma ribadiscono: gli aumenti ci sono
Sia l?Istat che l?Eurispes saranno convocati al Senato per spiegare i motivi della grande differenza fra i dati diffusi
LA polemica sul caro-prezzi continua senza soste, più meno come la salita dell?inflazione. Dopo il duro scontro fra Istat e Eurispes, l?Intesa dei consumatori ieri è tornata a dire la sua e ha ribadito che l?inflazione percepita dai consumatori ha le sue ragioni e non è una teoria di Freud. Anche il Parlamento interviene: alla commissione Attività Produttive del Senato è pronta la convocazione sia dell?Istat che dell?Eurispes, per analizzare le cause che hanno determinato la abissale diversità dei dati diffusi dai due istituti. La diatriba d?altra parte rischia comunque di diventare molto presto tutta politica, con l?opposizione che ieri si è fatta sentire col responsabile economico dei Ds Pierluigi Bersani e che difficilmente rinuncerà alla tentazione di addossare al governo la colpa dei rincari delle tariffe e dei prezzi.
Oltretutto, il tasso di inflazione complica notevolmente le cose per l?esecutivo perché sui rinnovi contrattuali, e primi fra tutti quelli dei dipendenti pubblici, i sindacati danno segni di inquietudine e cominciano a mettere in discussione il punto di riferimento dell?inflazione programmata e a chiedere che si attui una politica dei redditi che protegga le buste paga dall?erosione del potere d?acquisto.
I consumatori ieri hanno ribadito le loro ragioni. «Sottoponendo i consumatori italiani a una psicanalisi collettiva, con teorie che lasciano il tempo che trovano ? ha sostenuto l?Intesa delle organizzazioni del settore ? non si arriverà mai da nessuna parte». Adiconsum, da parte sua, dopo aver precisato «che nessuna associazione consumatori intende demolire o sostituirsi all?Istat» si è rivolta con una lettera aperta direttamente al presidente dell?Istat Biggeri chiedendogli se «pensa proprio che la caduta dei consumi che gli stessi commercianti oggi denunciano e che trova conferma nel calo della produzione industriale sia dovuto soltanto agli “aspetti psicologici“ e non a una significativa perdita di potere d?acquisto di almeno un terzo delle famiglie che non raggiunge più la fine del mese».
L?Intesa dei consumatori ha dal canto suo invitato a smetterla con le feroci polemiche degli ultimi giorni «che non giocano né ai consumatori né all?economia italiana in generale».
Tuttavia l?Eurispes non è rimasto fermo e in una nota ha sottolineato che «la discordanza sui nostri metodi di rilevamento rispetto all?Istat non autorizza alcuno a dichiarare che essi siano falsi» e che i tabulati delle ricerche sono a disposizione di tutti.
A gettare acqua sul fuoco è intervenuto il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, il quale ha sottolineato che la «bolla inflazionistica» è derivata soprattutto dall?introduzione dell?euro, e che quindi il fenomeno non si ripeterà. «Per il prossimo biennio quindi ? ha dichiarato fra l?altro ? gli impegni assunti sono ancora validi».
Il sottosegretario ha anche fatto riferimento al problema dei rinnovi contrattuali e ha affermato che per evitare che il tasso di inflazione si mantenga alto, bisogna ancorare i miglioramenti stipendiali alla produttività. Sacconi ha ribadito il concetto di «salario efficiente» e quindi la necessità di portare la contrattazione soprattutto a livello aziendale.
Dall?opposizione Bersani, responsabile economico dei Ds e già ministro dell?Industria, attacca il ministro delle Attività produttive Marzano e gli chiede «perché un anno e mezzo fa l?inflazione era in linea con quella europea ed ora se n?è scostata dello 0,8%, con tutti i problemi che comporta per la competitivita».
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