5 Giugno 2010

La ripresa italiana sta accelerando

ROMA – Meglio degli altri, meglio di Francia, Gran Bretagna e Germania: in un´Europa che lentamente torna alla ripresa l´Italia, nei primi tre mesi di quest´anno, ha mosso qualche passo in più verso la crescita. Il suo Pil, la ricchezza prodotta, è aumentato dello 0,5 per cento, mentre la media dell´Unione non è andata oltre lo 0,2. contro lo 0,8 degli Usa e l´1,2 del Giappone. Non si tratta di cifre esaltanti, il segnale – va detto – resta ancora timido, ma la sferzata arrivata dalle esportazioni ha permesso un´inversione di rotta rispetto al passato. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, infatti il Pil italiano era ancora negativo (meno 0,1) anche se rispetto a un anno fa, nel primo trimestre 2010, è sì positivo, ma l´esatta metà di quello francese (Italia più 0,6 per cento, Francia 1,2 Germania 1,5). Dunque per quanto «asfittica» sia la crescita europea – così l´hanno definita gli analisti, temendo che il basso sviluppo non sia sufficiente a far ripartire l´occupazione – nei primi tre mesi dell´anno l´Italia si è messa alla sua guida. Meglio di noi ha fatto solo il Portogallo (più uno per cento), Francia e Germania si sono fermate all 0,1 e 0,2 per cento e il Regno Unito allo 0,3. In recessione, nell´area euro, sono rimaste Cipro, la Slovenia e soprattutto la Grecia (meno 0,8 per cento). Risultati che hanno soddisfatto sia Tremonti che la Marcegaglia. Per il ministro dell´Economia «il nostro dato è buono, speriamo che si consolidi», anche se – ha precisato – «l´Europa ha sempre lo zero davanti» e dunque due sfide da vincere: quella del risanamento dei conti pubblici e quella della crescita. Per la leader degli industriali il rapporto di Eurostat «conferma la vitalità delle imprese italiane e la loro capacità di cogliere la ripresa della domanda globale». Confindustria prevede che ha fine anno la crescita possa arrivare all´1-1,2 per cento. A meno che i mercati non tarpino le ali alla possibile crescita generando incertezza e sfiducia. Poco convinti, invece, i consumatori del Codacons: «Solo una lettura superficiale dei dati può consentire interpretazioni esaltanti», hanno commentato. «L´Italia registra oggi un aumento superiore agli altri solo perché nel quarto trimestre del 2009 era andata peggio degli altri. Se il governo vuole che il paese torni a crescere a livelli significativi, invece di bloccare gli stipendi deve decidersi a restituire alle famiglie almeno quello che ha preso in più in questi anni grazie all´aumento della pressione fiscale». A trainare la timida ripresa europea, comunque, sono state soprattutto le esportazioni, aumentate del 2,5 per cento anche grazie all´andamento dell´euro, ma il bilancio ha dovuto fare i conti anche con un più 4 per cento delle importazioni. La spesa delle famiglie non ha invece dato segnali di crescita, ma al contrario è diminuita dello 0,1 per cento, segno di una domanda interna ancora troppo fragile che le manovre correttive in corso non stimoleranno. E a tenere a bada gli entusiasmi su una rapida uscita dalla crisi contribuiscono pure gli investimenti, diminuiti dell´ 1,1 per cento.
 

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