La ripresa economica in Italia c’è
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fonte:
- Il Mattino
La ripresa economica in Italia c’è, anche se i segnali certificati dall’Istat restano timidi. Conforta però il fatto che dal confronto con gli altri Paesi europei, il nostro sembra dimostrare un maggiore dinamismo sia pure in un contesto di crescita a bassa velocità. E che, aggiunge il Centro studi di Confindustria, la tendenza positiva durerà anche nel secondo trimestre. Tra gennaio e marzo 2010 il nostro Pil è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre di un anno fa. È il dato congiunturale migliore dalla fine del 2006, quando la crescita rispetto al trimestre precedente era stata dell’1,1%. E il dato tendenziale è il migliore dal terzo trimestre 2007 (+1,5%). L’aumento congiunturale del Pil – spiega l’Istat – è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi. Nella zona euro la crescita media nel primo trimestre è stata dello 0,2% su base congiunturale, contro la calma piatta (ovvero lo zero) dell’ultimo trimestre 2009. Rispetto al primo trimestre di un anno fa (confronto tendenziale) il Pil è cresciuto dello 0,5% nell’Eurozona e dello 0,3% nella Ue (dopo rispettivamente -2,2% e -2,3%). Nello stesso periodo negli Usa il Pil è cresciuto dello 0,8% su base trimestrale e del 2,5% su base annua. È andata peggio, secondo le stime di Eurostat, a Francia e Germania: in quest’ultima la crescita è stata dello 0,2%, a Parigi ha avuto un rallentamento a +1% dopo aver fatto segnare un +0,5%. La Spagna ha inanellato una sequenza negativa. Continua intanto a salire anche il nostro debito pubblico che a marzo ha toccato 1.797,653 miliardi di euro contro i 1.794,978 di febbraio. Lo rende noto il bollettino sulla «Finanza pubblica» di Bankitalia. Dall’istituto centrale anche la conferma che le entrate tributarie nel primo trimestre dell’anno sono calate, attestandosi a quota 79,672 miliardi di euro, l’1,6% in meno rispetto al primo trimestre 2009. In valore assoluto le entrate tributarie hanno perso 1,344 miliardi di euro rispetto al primo trimestre del 2009. Si tratta di dati leggermente diversi ma per valutazioni differenti nei conteggi, da quelli del ministero dell’Economia: nel periodo gennaio-marzo sono state accertate entrate per 83,2 miliardi con un calo di 1,1 miliardi (-1,3%). Tornando alla crescita, è più ottimista sul futuro il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: «Il Pil un po’ più alto delle aspettative rende abbastanza probabile la possiblità di crescere oltre l’1% nel 2010 anche se la strada è ancora lunga». Secondo il leader degli industriali va recuperato quel -6,3% accumulato tra il 2008 e il 2009. E, dunque, «va mantenuto il rigore di spesa di bilancio con il taglio alla spesa pubblica: come ha annunciato il leader spagnolo Zapatero per rilanciare l’economia di Madrid». Diametralmente opposto il giudizio dei consumatori del Codacons: «Il dato sul Pil è solo una seconda bufala dopo quella sulla produzione industriale. Anche un bambino delle medie capirebbe che il confronto con il 2009 è improponibile, dato che nel primo trimsetre dello scorso anno ci fu il peggior calo mai registrato dal dopoguerra ad oggi. Per tornare alla situazione pre-crisi saranno necessari più di 12 anni».
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