14 Gennaio 2013

«La rimozione? Credo in autunno»

«La rimozione? Credo in autunno»

        

«CREDO che ce la faremo entro l’ autunno. Abbiamo avviato con Costa una verifica per intervenire sulla nave adesso per ridurre il peso, ovvero per togliere una parte dell’ acqua all’ interno della nave». Corrado Clini lancia buoni auspici. Il ministro dell’ Ambiente, ieri al Giglio per le commemorazioni sul naufragio rilancia «Cercheremo di ridurre il peso in modo che il pescaggio della Concordia ? dice ? sia ridotto a circa nove-dieci metri. Questo è molto importante perchè una volta che la nave viene messa in galleggiamento con questo pescaggio potremmo portarla nel porto più vicino che è Piombino ed evitare un pellegrinaggio nel Mediterraneo». Sui ritardi o lo slittamento dei tempi delle operazioni il ministro ha spiegato: «Questo ritardo è anche il risultato delle cautele che abbiamo chiesto, abbiamo dato 40 prescrizioni per fare in modo che le operazioni avvenissero senza provocare danni ambientali. I ritardi ? conclude ? sono dovuti al fatto che invece di fare in fretta e furia, abbiamo voluto essere sicuri che tutto avvenisse in sicurezza». Preoccupazione invece espressa da Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente: «Non abbiamo una data certa sulla rimozione ? dice ? e siamo molto preoccupati per quanto riguarda il progetto di rimozione». «A un anno di distanza dal naufragio della Costa Concordia, ? dice il Codacons ? mentre tutti in un trionfo di ipocrisia e demagogia si sbracciano nelle commemorazioni, il Codacons lancia una fortissima accusa sul fronte della (mancata) rimozione della nave e su quello delle indagini della magistratura sull’ incidente. Come avevamo previsto, a distanza di un anno dal naufragio il relitto è ancora nelle acque del Giglio ? ha detto il presidente Carlo Rienzi ?. Non solo. Temiamo che, di questo passo, la nave rimarrà al Giglio ancora per anni e allo scopo di vederci chiaro sui costi a carico della collettività relativi alla rimozione e connessi ritardi, stiamo preparando un apposito esposto alla Corte dei Conti».
       

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