22 Maggio 2014

La riforma ha migliorato la gestione del condominio

La riforma ha migliorato la gestione del condominio

Dal 2013 è in vigore la nuova riforma del condominio, una serie di norme per regolare la convivenza tra vicini, necessaria considerato che gli articoli del Codice Civile risalivano al 1942, quando chi non rispettava il regolamento era sottoposto a una sanzione massima di 100 lire. La riforma era tra le più attese, perchè la convivenza rappresenta una delle maggiori cause di conflittualità tra gli italiani. Si stima che le cause pendenti nei tribunali nazionali siano oltre 2 milioni su un totale di quasi 6 milioni. Ogni anno ? spiega il Codacons ? circa 200.000 nuove controversie finiscono dal giudice. Tra le questioni più annose spicca l’ assemblea condominiale: la doppia convocazione non è stata eliminata, ma l’ approvazione delle delibere è più semplice. In prima convocazione, per la costituzione dell’ assemblea serve la maggioranza dei partecipanti che rappresentino i 2/3 dei millesimi, mentre perché siano valide le delibere occorre la metà dei millesimi. Anche il livello di trasparenza nella gestione condominiale è nettamente migliorato: gli amministratori devono vantare competenze certificate e i conti devono essere sempre in ordine. È stata anche introdotta la figura del revisore dei conti nominato dall’ assemblea e l’ amministratore, su richiesta dell’ assemblea, deve essere coperto da assicurazione. Per ogni condominio è obbligatorio indicare un rappresentante con poteri decisionali, sia per quanto riguarda l’ uso delle parti comuni, sia per la scelta stessa dell’ amministratore. Per la formazione di queste figure, rimane da denifire quali materie vanno studiate, quante ore di formazione sono necessarie e chi può organizzare i corsi.

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