24 Giugno 2015

«La riduzione del budget delle strutture accreditate»

«La riduzione del budget delle strutture accreditate»

Ogni azione umana è caratterizzata da una specifica finalità e quando la finalità segue una logica va bene ma quando l’illogicità prevale sul razionale allora sicuramente c’è qualcosa che non funziona. Venerdì 19 giugno è stato pubblicato sulla Gurs il decreto assessorile 922/2015. Il suddetto decreto apre ai nuovi accreditamenti che vengono finanziati destinando la somma ricavata dalla riduzione del 20% del budget delle strut- ture accreditate. L’illogicità palese di questa atipica programmazione è che di programmazione non se ne parla proprio dato che a distanza di circa 13 anni dal- l’emanazione del D. A. 890/2002 non sono stati anco- ra definiti i bacini di utenza al fine di individuare le eventuali zone carenti stabiliti dall’art. 5 del predetto decreto. Tra l’altro la legge regionale n° 15 del 2004 ha stabilito il blocco dei nuovi accreditamenti se prima non si procede alla programmazione. Il decreto 922/2015 è quindi in aperto contrasto con la suddetta legge la quale, come norma, è gerarchicamente ad esso superiore. Così mentre da un lato si cerca di ridurre i soggetti erogatori procedendo ad accorpamenti dall’ altro senza un plausibile motivo si incrementa il numero di soggetti erogatori immettendoli in un sistema già saturo. Sorge pertanto spontanea la domanda: a che cosa serve questo decreto se non a determinare il caos nel comparto (leggasi mancata programmazione) e sicuramente far crescere la domanda e quindi la spesa sanitaria? Certamente non ai cittadini o agli operatori sanitari del comparto dell’ assistenza specialistica. Un’ altra illogicità: che senso ha a metà dell’ anno in corso definire il budget per il 2015? Anche qui non è stata rispettata la legge la quale stabilisce che la definizione del budget debba essere esperita in via preventiva e quindi non a metà anno. Ancora una volta i siciliani leggono in gazzetta leggi scritte senza alcun criterio logico e già in molti vi è la consapevolezza che il servizio di assistenza specialistica pubblico e privato sia un malato terminale senza alcuna speranza di guarigione… basta dare un’ occhiata alle liste di attesa incompatibili con una efficace tutela della salute pubblica. Per evitare questo basterebbe incrementare il budget alle strutture accreditate: gli specialisti accreditati sono presenti capillarmente sul territorio il problema non è quindi la carenza di soggetti erogatori ma il budget che impedisce a questi di potere soddisfare le esigenze sanitarie della popolazione. Il decreto va quindi modificato se non si vuole indurre una serie di contenziosi presso la Giustizia Amministrativa che potrebbero aggravare la già precaria assistenza specialistica. DOTT. GIOVANNI TRINGALI Responsabile Salute e Alimenti Codacons

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