È la richiesta di risarcimento di 100 naufraghi nell’ udienza preliminare. E il Giglio vuole 80 milioni di danni
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fonte:
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grosseto Quote azionarie o il sequestro di una nave Costa Crociere. È la richiesta dei legali di un centinaio di persone che erano a bordo della Concordia la notte del naufragio all’ Isola del Giglio, il 13 gennaio 2012. Secondo l’ avvocato Massimiliano Gabrieli, che fa parte di un pool di 30 studi legali che rappresentano cento passeggeri, si tratta di «una richiesta di estensione delle indagini nei confronti di Costa perchè il patteggiamento non ha chiuso la vicenda. Abbiamo chiesto un milione di risarcimento danni per ciascun passeggero e chiederemo il sequestro di una nave o di quote azionarie». Intanto l’ udienza di Grosseto che è stata rinviata di quarantotto ore. Una decisione presa dal giudice delle indagini preliminari, Pietro Molino, per permettere alle difese di analizzare le circa trecento richieste di costituzione di parte civile. Il gup dovrà decidere sulle posizioni di 6 indagati, per cui la procura ha chiesto il processo: il comandante Francesco Schettino; il suo vice Ciro Ambrosio; l’ ufficiale Silvia Coronica; il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin; l’ hotel director Manrico Giampedroni; il coordinatore dell’ unità di crisi di Costa, Roberto Ferrarini. A tutti sono contestati i reati d’ omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. In più per Schettino, e chi si trovava in plancia al momento dell’ urto, c’ è anche l’ accusa di naufragio colposo. Fra le trecento le richieste di costituzione parte civile avanzate c’ è anche quella della compagnia Costa. «Abbiamo perso», ha sottolineato l’ avvocato della compagnia, Marco De Luca, «una nave da 500 milioni. Chi commette un reato li deve risarcire». Contesta la scelta il collegio difensivo del comandante Schettino ha chiesto, invece, che Costa Crociere Spa non venga ammessa come parte civile. «Schettino», ha detto Francesco Pepe, uno dei legali del comandante, «può aver commesso degli sbagli, si è fidato troppo di una certa gestione ma è assurdo che sia costretto a vendersi la sua casa». Non solo. Secondo l’ avvocato John Arthur Eaves, che rappresenta 50 passeggeri di diverse nazionalità, dei quali 5 statunitensi, e che ha fatto causa a Costa e Carnival negli Stati Uniti, il processo si terrà a luglio, Schettino non è l’ unico responsabile. «Abbiamo sempre detto», ha spiegato Eaves, «che le compagnie Carnival e Costa hanno permesso che Schettino e altri capitani in molte occasioni si avvicinassero alla costa. Chiediamo alla compagnia perché abbia permesso che questo accadesse sapendo il rischio che si correva, perché avesse un equipaggio non adeguatamente preparato e non capace di comunicare con il capitano». Contro Schettino, che ieri non ha rilasciato commenti, le dichiarazioni di Ciro Ambrosio, primo ufficiale di coperta nella notte del 13 gennaio. «Schettino», ha detto Ambrosio al Tgcom, «mi ordinò di usare il timone a mano, disattivai il sistema di navigazione integrata. Da quando Schettino ha preso il comando quella notte si è avvicinato maggiormente all’ isola e nell’ avvicinamento dell’ isola il comandante decise di aumentare la velocità». Oltre al Comune del Giglio, che ha chiesto «80 milioni di euro», anche il Codacons ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo. L’ associazione di consumatori ha depositato anche una richiesta formale perché sia effettuata una simulazione del naufragio, che dovrebbe avvenire davanti all’ Isola con la nave «gemella» della Concordia, la Costa Serena, utilizzando «naturalmente non gli scogli come punto di impatto, ma una boa».
chiara pellegrini
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