27 Ottobre 2019

La richiesta di processo per cinque dei sei indagati

Rinvio a giudizio per cinque dei sei indagati. Giovedì, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecco Andrea Figoni e il procuratore capo Antonio Chiappani hanno firmato congiuntamente la richiesta al giudice dell’ udienza preliminare, che ora dovrà fissare una data per la discussione. Verosimilmente ci vorranno un paio di mesi. La Procura di Lecco chiede il processo contestando ai cinque indagati le ipotesi di reato previste dagli articoli 113, 449, 434, 589 e 590 del Codice penale, ossia cooperazione colposa in disastro colposo, crollo di costruzioni, omicidio colposo e lesioni. Ai tre indagati originari, iscritti sul registro della Procura nei giorni immediatamente seguenti alla tragedia, e cioè Angelo Valsecchi, ingegnere, 53 anni di Lecco, dirigente del settore Viabilità e Infrastrutture dell’ amministrazione provinciale di Lecco, Andrea Sesana, ingegnere, 38 anni di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre della Provincia, e Giovanni Salvatore, ingegnere, 59 anni, capo del centro manutenzioni dell’ Anas per la Lombardia, a fine gennaio, con la chiusura delle indagini, si era aggiunto il nome di Silvia Garbelli, 59 anni, funzionario tecnico del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo (che aveva firmato il nulla osta al passaggio del tir), nonchè quello dell’ ingegner Roberto Torresan, 56 anni, di Busto Arsizio (Varese). Quest’ ultimo è il professionista che, nel 2014, redasse, per conto di Anas, un progetto per la manutenzione del cavalcavia. I magistrati hanno invece stralciato la posizione di Eugenio Ferraris, 61 anni, dirigente del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, per il quale è stata chiesta l’ archiviazione. Nel tardo pomeriggio del 28 ottobre 2016 il ponte piombò al suolo al passaggio di un Tir della Nicoli Trasporti di Albino (Bergamo), uccidendo Claudio Bertini, 68 anni, di Civate, insegnante di educazione fisica in pensione, che stava transitando sulla sottostante statale 36 per tornare a casa da Sesto San Giovanni, dal centro sportivo della Pro Patria di cui era dirigente del settore Tennis. Parti offese nel procedimento penale sono i parenti di Bertini, le cinque persone rimaste ferite nel crollo (compreso il conducente del Tir che è piombato sull’ asfalto della statale 36 insieme al ponte), una sesta che, pur non essendo rimasta ferita, ha accusato gravi danni alla vettura, Anas e Provincia di Lecco, l’ impresa di autotrasporti Nicoli e il Codacons. Anas e Provincia di Lecco potrebbero però essere citate, se si andrà a processo, come responsabili civili nell’ ipotesi di un risarcimento danni. Il Movimento 5 Stelle ha sollecitato la Regione Lombardia a valutare la possibilità di costituirsi a sua volta parte civile. Due i punti cardine sui quali si sostengono le accuse della Procura: la gestione dell’ emergenza e la mancata manutenzione del manufatto crollato al suolo sotto il peso del tir. Antonella Crippa.

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