14 Novembre 2018

La richiesta del pm: “Condannate per aggiotaggio e truffa i bagarini del web”

 

C’ è chi continua a pagare cifre da capogiro per un concerto e chi ha smesso di andarci. Il lato oscuro del bagarinaggio on line selvaggio – che danneggia fan, autori e interpreti – non sembra essere stato scalfito dall’ inchiesta penale da cui è nato un procedimento milanese con 9 imputati tra persone e società accusate di aggiotaggio e truffa. Un caso, quello sul tavolo del giudice Maria Vicidomini, che potrebbe fare giurisprudenza, visto che non risultano processi simili in Europa. Oggi il pm Adriano Scudieri ha chiesto condanne fino a 1 anno e 4 mesi di carcere per i cinque imputati nel processo con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena. L’ inchiesta è partita due anni fa, così oggi – al netto delle acquisizioni societarie – se si prova a ricostruire e a collegare i ruoli e le società di riferimento, ci si imbatte in più matrioske. Ad avere scelto il rito abbreviato ci sono Roberto De Luca e Antonella Lodi, rispettivamente di ‘Live Nation Italia’ e ‘Live Nation 2’ (per loro è stata proposta una condanna al pagamento di 80 quote e di 4 quote), e Corrado Rizzotto, ex amministratore del sito per la vendita on line di biglietti ‘Vivo’ e poi numero uno di ‘Indipendente concerti’. Quest’ ultima è stata acquisita l’ anno scorso proprio da Live Nation, società leader nell’ organizzazione degli eventi dal vivo e che da un anno è attiva anche nella vendita dei biglietti con lo sbarco della società Ticketmaster. Il rito ordinario (per loro il pm ha chiesto il rinvio a giudizio) è stato scelto invece, oltre che da Charles Stephen Roest, amministratore del sito internet di rivendita di biglietti ‘Viagogo’, anche da Domenico D’ Alessandro e la sua società ‘Di Gi’ (imputata ai sensi della legge 231 sulla responsabilità delle imprese). Quest’ ultima è controllata al 60 per cento da Ticketone, società oggi leader nel mercato degli eventi di musica live e su cui l’ Antitrust ha di recente avviato un’ istruttoria, proprio per accertare l’ esistenza di un abuso di posizione dominante. Il sospetto dell’ Autorità è che Ticketone abbia attuato una strategia escludente per vincolare alla sua piattaforma di ticketing i più importanti organizzatori (promoter) di eventi di musica live attivi in Italia, precludendo così alle piattaforme di ticketing concorrenti l’ accesso a un input necessario per competere sul mercato, ossia i biglietti per i concerti. L’ avvocato Davide Paleologo, che assiste la ‘Siae’ che si è costituita parte civile insieme al Codacons, e che ha chiesto complessivamente circa 200 mila euro di risarcimento, ha detto che quella del giudice di Milano sarà “una sentenza molto importante, che farà giurisprudenza”. L’ inchiesta per aggiotaggio e truffa riguarda un presunto raggiro sulla vendita online di biglietti di concerti, che avrebbe portato dal 2011 al 2016 a ricavi per oltre un milione di euro. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero fatto credere al pubblico “divulgando false informazioni” che i biglietti dei concerti, finiti nel mirino della magistratura, fossero quasi esauriti inducendo i fans ad acquistarli “ad un prezzo estremamente più elevato”. Dall’ altro lato, avrebbero anche stipulato “accordi occulti” con il sito di bagarinaggio online Viagogo, sul quale “un elevato numero di biglietti” veniva messo in vendita “a un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quello stabilito dagli artisti”.
MANUELA MESSINA

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