La “rete” per difendere le Preserre
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
CHIARAVALLE – L’incombente possibilità, purtroppo sempre più concreta, dell’abbattimento di centinaia di faggi secolari per fare spazio all’ennesimo parco eolico della zona, precisamente nel Comune di San Vito sullo Ionio, ha dato impulso, nei giorni scorsi, alla formazione di un Coordinamento per tutelare il paesaggio ed i beni comuni delle Preserre. Il movimento ha già fatto una “rete” di un certo spessore: Wwf Calabria, Lipu Calabria, Italia nostra Calabria, Codacons, Movimento ambientalista delle Preserre, Calabria resistente e solidale, Liberamente movimento San Vito, Kalabria trekking, Cooperativa Manzalora, Europa verde. Ma si prospetta l’adesione ancora di tante altre associazioni e movimenti e gruppi politici del territorio che hanno a cuore la protezione di quel poco di terra rimasta scevra dalle angherie del cosiddetto “sviluppo”, che rende le montagne e le colline dell’area sempre meno adatte all’implementazione di quelle politiche del turismo così tanto propagandate ai tavoli istituzionali e programmatici. «Per senso di responsabilità – sostiene in una nota il neonato Coordinamento – abbiamo ritenuto di annullare l’assemblea pubblica in programma per giorno 4 gennaio a Chiaravalle. Un evento che aveva già raccolto numerose ed autorevoli adesioni, da Luigi De Magistris a Margherita Corrado, da Ferdinando Laghi ad Alessia Alboresi, ma che si è deciso di rimandare a fine gennaio, visto il notevole incremento dei contagi. Ma se il Covid è riuscito a fermare gli incontri in presenza, nulla riesce ad arginare la rabbia di chi, da anni, assiste al proliferare di pale che rimangono il più delle volte desolatamente ferme, mentre per ogni pilone c’è un’inchiesta giudiziaria». Dunque il movimento è partito e il vecchio progetto di un parco eolico, sul quale gravitano, secondo alcuni rappresentanti delle associazioni, criticità procedurali che ne inficerebbero la regolarità, parrebbe aver acceso il fronte della protesta. D’altronde, il parco eolico andrebbe a mortificare un percorso trekking, quello di “Kalabria coast to coast” ideato da “Kalabria trekking”, che quest’estate ha avuto un gran successo di visitatori e che ha rivitalizzato, in proporzione, l’economia dell’indotto. «Le ragioni per stare insieme scrivono ancora dal Coordinamento – sono molteplici: una transizione ecologica fatta d’impianti eolici che distruggono boschi e foreste; una cementificazione selvaggia che devasta un territorio sempre più fragile; incendi pilotati che consumano territori di pregio, compromettendo gravemente il capitale naturale della nostra regione. Patrimonio che finisce per trasformarsi da opportunità ad occasione persa. Inseguendo il miraggio dei soldi facili, abbiamo dimenticato che storia, cultura e ambiente sono il nostro futuro. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Calabria a fare squadra contro una devastazione senza senso»
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