6 Novembre 2020

La Regione pronta all’ ordinanza-bis In classe o Dad, scelgono gli alunni

BARI «Prendiamo atto delle vostre richieste. Ci riserviamo di decidere. Vi faremo sapere». Ieri sera, si sarebbe concluso con questa risposta da parte della Regione Puglia il tavolo urgente sulla riapertura delle scuole elementari e delle prime medie chiesto a gran voce e all’ unisono da Cgil, Cisl e Uil, al governatore Michele Emiliano, agli assessori alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, e all’ Istruzione, Sebastiano Leo, nonché alla dirigente dell’ Ufficio scolastico regionale, Anna Cammalleri. La Regione starebbe lavorando a una ordinanza che cerca di mettere insieme diritto alla salute, prevenzione e didattica in presenza. La sensazione è che alla fine si potrebbe consentire ai genitori che temono di mettere a rischio la salute dei propri bambini, di non mandarli a scuola. I sindacati hanno chiesto la «revoca dell’ ordinanza regionale del 28 ottobre scorso che chiude tutte le scuole e l’ applicazione del Decreto Conte del 4 novembre anche in Puglia per consentire alle istituzioni scolastiche di operare, già da oggi, per corrispondere alle richieste pressanti delle famiglie e ai bisogni educativi della popolazione studentesca». Non ci sono solo i sindacati. Genitori, presidi, consumatori e partiti, sono tutti contro l’ ordinanza della Regione Puglia che continua a tenere chiuse le scuole elementari e le prime medie anche dopo il nuovo Decreto del presidente del Consiglio che entra in vigore oggi e che, invece, le mantiene aperte, sia nelle regioni rosse ad alto rischio contagio da Covid 19, che in quelle arancioni, di rischio intermedio, come la Puglia. È in arrivo una pioggia di ricorsi al Tar, da Bari a Lecce, sia dei Comitati dei genitori che del Codacons. Sindacati e Ufficio scolastico regionale hanno, inoltre, sottolineato, nell’ ambito del tavolo tenutosi in modalità telematica ieri, l’ inapplicabilità dei contenuti relativi alla precisazione diffusa dalla Regione in cui, oltre a ribadire la validità dell’ ordinanza regionale fino al 24 novembre prossimo, si getta la palla nella tribuna dell’ Ufficio scolastico regionale, dei dirigenti e delle famiglie, che possono chiedere «l’ aumento della quota di didattica in presenza». Ma la palla passa anche al Governo che, secondo il governatore, «se ritiene, può richiedere espressamente la revoca dell’ ordinanza della Regione Puglia che la valuterà di intesa col ministro della salute». «La discussione è stata faticosa – spiega Claudio Menga, della Flc Cgil Puglia – ma tutte le sigle sindacali sono state compatte nel richiedere il ritiro dell’ ordinanza e l’ adozione del Decreto del Governo». Intanto, è pronto il ricorso al Tar redatto per conto di alcuni genitori dall’ avvocato Pietro Quinto, riferito specificatamente alle situazioni della provincia di Lecce. Sul piede di guerra anche il Codacons Lecce. «Appare veramente paradossale che il presidente della Regione in estate abbia deciso l’ apertura delle discoteche con tutto quello che tale scellerata scelta ha portato con sé – spiega l’ associazione dei consumatori – e in autunno decida impunemente e contro il parere del Governo e della più elementare logica la chiusura indiscriminata delle scuole». Altro ricorso da parte degli avvocati baresi Michele Perrone e Savino Tatoli, genitori di bambini che frequentano le scuole elementari. Anche il coordinamento di genitori «La scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia» sta preparando un ricorso «che – spiegano dal coordinamento – è stato deciso a seguito della posizione pubblica assunta dal comitato tecnico scientifico nazionale circa gli effetti della didattica a distanza protratta su bambini, preadolescenti e adolescenti». Anche le forze politiche attaccano, dalla Lega al M5S. Gli esponenti pentastellati in Commissione Istruzione del Senato chiedono al presidente Nencini di «convocare davanti alla commissione i presidenti di Puglia e Campania, Emiliano e De Luca».
lucia del vecchio

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