3 Settembre 2011

La Regione Lazio convocata dal Tar, un vertice in Prefettura, class action da parte dei genitori e un bimbo positivo ai test, nato due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera malata di tubercolosi.

  La Regione Lazio convocata dal Tar, un vertice in Prefettura, class action da parte dei genitori e un bimbo positivo ai test, nato due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera malata di tubercolosi.

 

La Regione Lazio convocata dal Tar, un vertice in Prefettura, class action da parte dei genitori e un bimbo positivo ai test, nato due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera malata di tubercolosi. Il caso del contagio al Policlinico Gemelli coinvolge sempre più protagonisti. Ci sono i giudici del tribunale amministrativo che ieri hanno chiesto alla Regione di presentare entro 15 giorni tutti gli atti relativi ai lavori della commissione nominata dal governatore Polverini. C’ è il prefetto Giuseppe Pecoraro che ieri ha ricevuto Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ci sono i genitori allarmati che vogliono giustizia. Il timore che il contagio possa ampliarsi sempre di più non accenna a diminuire. L’ ultimo atto della vicenda parla di un vertice in prefettura tra Pecoraro e Rienzi, dopo che il Codacons aveva incontrato 50 genitori di bimbi a rischio Tbc. «Ho espresso al prefetto – spiega Rienzi – le preoccupazioni delle famiglie che si sono rivolte alla nostra associazione». Non solo. Rienzi ha comunicato la «necessità di estendere i test a tutti i bimbi nati al Gemelli negli ultimi due anni e mezzo, ossia durante il periodo in cui l’ infermiera malata di tubercolosi ha lavorato al nido. Si tratta di 4.500 bambini». Secondo il presidente dell’ associazione il prefetto Giuseppe Pecoraro avrebbe condiviso la proposta. Qualche ora prima il Tar aveva incontrato gli avvocati del Codacons e l’ avvocatura regionale. Il tribunale amministrativo ha chiesto alla Regione di presentare «tutti gli atti relativi all’ istituzione del tavolo di coordinamento ivi compresi i relativi verbali dell’ attività da quest’ ultimo espletata, da cui si possa evincere altresì l’ individuazione dell’ arco temporale dell’ indagine relativa al contagio della tubercolosi». Secondo l’ associazione, inoltre, «già nel decreto del 27 agosto la Polverini parlava di epidemia». Intanto il responso dei test sui bimbi nati al Gemelli anche ieri ha segnalato altri 13 casi di positività su 138 analisi effettuate: 2 femmine e 11 maschi, nati 5 nel mese di gennaio, 2 a febbraio, 4 a maggio, 1 a giugno e 1 a luglio. Sono 109 i bimbi positivi (ma non malati) su 1266 risultati pervenuti. Ma le perplessità dei consumatori non si placano. «Un bambino nato il 27 luglio è risultato positivo al test della Tbc – dice il Codacons – Quindi esattamente due giorni dopo l’ allontanamento dell’ infermiera, dalla quale si pensa sia partito il contagio, il che dimostrerebbe che l’ infezione sarebbe perdurata nei locali del Policlinico fino a che questi non sono stati chiusi». Costantino Romagnoli, direttore del reparto di Neonatologia, chiarisce che «si era già parlato della possibilità della persistenza del batterio per almeno 48 ore, quindi non ci c’ è alcuna novità, né allarme per il bimbo nato a fine luglio» Mentre la Polverini chiede di applicare in modo più rigido le linee guida in materia di prevenzione, il vicepresidente della Regione Luciano Ciocchetti sottolinea che «si arriverà il più vicino possibile al 100%» dei controlli sui bimbi a rischio contagio, «siamo oltre l’ 85% dei controlli fatti, gli altri saranno richiamati tutti quanti». Il Policlinico Gemelli fa sapere che verrà creato «un gruppo di scienziati per un accertamento e una valutazione al più alto livello». 
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this