2 Luglio 2015

La Regione chiede i danni alla Minetti e a Renzo Bossi per le spese pazze

La Regione chiede i danni alla Minetti e a Renzo Bossi per le spese pazze

REGIONE Lombardia si è costituita parte civile contro 31 consiglieri ed ex consiglieri regionali, accusati di avere presentato rimborsi ingiustificati per pranzi, cene e “altri servizi di presunta rappresentanza” fra il 2008 e il 2010. Si tratta di quei consiglieri che non hanno rimborsato alla Regione le cifre contestate. Fra loro, anche Renzo Bossi (che acquistò con soldi pubblici anche caramelle e cocktail) e Nicole Minetti, a cui la procura imputa spese indebite per 19.651 euro. L’ ex consigliera Pdl, oltre a ricevute di bar e ristoranti, chiese il rimborso per l’ acquisto del libro “Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti. Il Pirellone non si è invece costituito nei confronti di quei 26 consiglieri che hanno risarcito di propria iniziativa gli importi contestati. È questo l’ esito della prima udienza del processo contro 57 consiglieri ed ex consiglieri del Pirellone, cominciato nell’ aula della decima sezione penale del tribunale di Milano. Il giudice ha rinviato, fissando la prossima udienza al 15 settembre. Antonella Forloni, avvocato della Regione, spiega: «In 26 hanno risarcito il danno patrimoniale e d’ immagine arrecato all’ ente. In base alla sentenza, decideremo poi se rivalerci in sede civile anche su di loro, nel caso in cui emergesse che il danno reale era maggiore di quello già risarcito». Le associazioni di consumatori Codacons e Codici Lombardia si sono invece costituite nei confronti di tutti i 57 consiglieri, ritenendo «ugualmente gravi le posizioni di chi ha risarcito, tardivamente, e di chi non lo ha fatto». Complessivamente, le spese contestate dalla procura ammontano a tre milioni di euro. Le somme rese sono di 400mila euro. Per giustificare le “spese istituzionali” contestate dai pm Paolo Filippini e Antonio D’ Alessio, i consiglieri sono stati chiamati a produrre documentazione. Chiara Cremonesi – ex consigliera di Sel – ha prodotto bolle, scontrini e relazioni fino a riempire 10 faldoni. «Dimostreremo che nemmeno un euro è stato speso al di fuori del ruolo istituzionale», dice Mirko Mazzali, avvocato della Cremonesi. Al termine dell’ udienza il giudice ha indicato come data di fissazione della prossima seduta il 10 settembre, ma alcuni avvocati hanno protestato, chi sostenendo di avere altre udienze fissate, chi dicendosi semplicemente «abituato al vecchio calendario ». Quest’ anno, infatti, per decisione del governo, non varrà la tradizionale sospensione delle udienze fino al 15 settembre. Dopo la protesta, il giudice ha acconsentito a fissare al 15 settembre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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