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12 Dicembre 2001

La regina delle televendite tra un esercito di ciarlatani

IL BUSINESS

Nel settore lavorano 77 mila persone per un giro d`affari di diverse migliaia di miliardi

La regina delle televendite tra un esercito di ciarlatani

La stragrande maggioranza dei raggirati preferisce non sporgere denuncia

Sarebbero dieci milioni gli italiani che si lasciano incantare da maghi e imbroglioni

ROMA ? Una vita di promesse in tv, raffiche di slogan e progammivetrina per miracoli chiusi in barattoli. Scioglipancia e numeri vincenti, creme per il corpo e misteri dell`occulto. Anni di successi e giorni bui, fallimenti, persino il pozzo degli arresti domiciliari. Vanna urlava «D`accordoooo?» fissando la telecamera. Ora ascolta la figlia Stefania, star delle televendite come lei ? indagata come lei ? accusare i giornalisti mentre la Finanza cerca indizi in ogni angolo del suo mondo.
Vanna Marchi sbarca in tv negli anni Ottanta e dal video non scompare più. Una cavalcata attraverso ore di dirette e guai con la giustizia che sembra non finire mai. Proprio negli anni `80, il Comitato difesa consumatori di Milano presenta un esposto su un prodotto per la ricrescita dei capelli. Dentro c`era una sostanza vietata dal ministero della Sanità. Nell`87 il Giurì dell`istituto di autodisciplina pubblicitaria s`interessa allo «scioglipancia Vanna Marchi», giudicando non accettabile una pubblicità in cui si affermava che «con sole 200 mila lire la vostra grassa pancia diventerà snella pancia in 30 giorni». Tre anni dopo, il periodo più nero. Il tribunale di Bologna dichiara il fallimento di una delle sue società e pochi mesi più tardi arriva l`arresto per bancarotta fraudolenta. Nove giorni dopo la concessione degli arresti domiciliari nella sua villa nella bassa collina bolognese, le viene concessa la possibilità di registrare trasmissioni. Ma Vanna dribbla le regole, in uno spot si dichiara innocente, parla del carcere, «del cuore che batte nel petto di chi sa fare solo del male», e il giudice revoca il provvedimento oscurandola. A giugno torna in libertà. E in tv. Come prima, più di prima. Scoprendo nuovi confini oltre i cosmetici, verso l`occulto, iniziando la collaborazione col mago Nascimento.
Storia di oggi. La denuncia di Striscia e la perquisizione della Finanza. Che trascina Vanna Marchi dentro una nuova disavventura e riaccende luci e attenzioni sul mondo scivoloso della magia in Italia. Circa 77 mila fra maghi, cartomanti, maestri spirituali. Un giro d`affari da brividi come dice Francesco Castellotti, responsabile del progetto Allarme ciarlatani della Federconsumatori: «Uno studio del 1999 parla di 2 mila miliardi l`anno (circa un miliardo di euro), i volontari del telefono antiplagio di 10 mila miliardi (quasi 5 miliardi di euro)». Una torta alimentata da almeno 810 milioni di italiani che ogni anno bussano alla porta di maghi e cartomanti. Fra i clienti il 58 per cento sono donne, ma esiste anche un 4 per cento di minorenni, soprattutto adolescenti che sognano di garantirsi un buon voto a scuola con un talismano. Il 46 per cento ha la licenza media, il 40 per cento si è fermato alle elementari. La regione con più clienti è la Lombardia (17 per cento), seguita da Lazio (13 per cento) e Piemonte (10 per cento).
Ogni prestazione ha un prezzo, ogni richiesta una tariffa. In media una fattura può costare da mezzo milione (258 euro) a 4 milioni (2.065 euro); una “legatura amorosa“ dai 2 milioni (1.032 euro), ai 7 milioni (circa 3.600 euro); un rito per togliere il malocchio può partire da 3 milioni (poco meno di 1.500 euro) per moltiplicarsi fino a spingere nell`angolo del collasso finanziario. «C`è chi vende appartamenti, persino aziende per salvarsi dai “malefici“, pagando senza confidarsi con nessuno», racconta Castellotti. Perché è questo l`altro grande rischio. Pochi clienti parlano. Lo considerano un segreto da non confidare, restando prigionieri del silenzio anche quando si accorgono di essere stati truffati. Un po` per paura di ritorsioni dei maghi truffatori, un po` per la vergogna di ammettere di essere scivolati in un trucco.
In questi giorni, malgrado le denunce su maghi&truffe in tv di Striscia la notizia, e un lungo servizio dedicato al fenomeno dallo speciale del sabato del Tg5, nessuno si è fatto avanti alle associazioni di consumatori. «Di solito ? spiega il presidente del movimento in difesa del cittadino, Pietro Longo ? esiste un effetto traino, ma quando si parla di raggiri di maghi non ci arrivano segnalazioni». «La gente ? dice il legale della Codacons, Italo Mannucci ? incassa la truffa senza parlare e reagire. Per la vergogna e perché si pensa che sia inutile imbarcarsi in una vicenda giudiziaria».

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