22 Giugno 2002

La Rai vuole 150 miliardi dalla Fifa

ARBITRO NON PROFESSIONALE: CAUSA LEGALE PER RECUPERARE I SOLDI DEI DIRITTI

La Rai vuole 150 miliardi dalla Fifa






CANNAVARO, pover´anima, un avvocato sottomano non l´aveva. Così, quando ha messo a fuoco che quel signore all´imbarco 12 dell´aeroporto di Seul era proprio lui, il famigerato Byron Moreno, ha chiesto al primo giornalista a tiro: «Ma se gli meniamo, ci squalificano?». La Rai di avvocati ne ha un esercito. E a differenza di Cannavaro che quasi certamente scherzava, ha tutta l´aria di voler fare sul serio. Almeno a giudicare dalla seriosità di un comunicato in cui si anticipa l´intenzione di chiedere alla Fifa il risarcimento dei danni. Una cosina sobria: i 70 milioni di euro spesi per i diritti del mondiale, più altri 7 per la mancata ricaduta pubblicitaria, più i danni derivati dallo scombinamento dei palinsesti che, con l´Italia fuori, vanno rivoluzionati. «La Fifa ­ ha spiegato Rubens Esposito, direttore degli affari legali- in quanto organizzatrice del mondiale è responsabile anche della regolarità dello svolgimento delle gare, e quindi degli arbitri che devono assicurare il rispetto delle regole. L´ipotesi è quindi quella di dimostrare la colpa professionale dell´arbitro, esattamente come quella di un medico, che risponde delle conseguenze dannose del suo operato. E il comportamento non corretto dell´arbitro di Italia-Corea è dimostrabile con la moviola ed è stato anche sottolineato in dichiarazioni da Blatter».
Per il leggendario Tar del Lazio potrebbe già bastare e avanzare. Ma Esposito incalza: «Quando si acquistano i diritti di un evento si accettano le regole del gioco, ma non gli eventi straordinari che in qualche modo vengono a stravolgerle. Si può dimostrare ad esempio che è stato scelto un arbitro non adatto al ruolo e al compito che gli è stato affidato». E come no? Era questo anche il presupposto del Codacons che aveva fiutato per tempo la puzza di bruciato, annunciando l´intenzione di chiedere uno sproposito di risarcimento danni al giardiniere Larsen, per indebito, e reiterato sventolio di bandierina. «Al momento si tratta solo di uno studio» ha tenuto a precisare l´avvocato Esposito. Forse per via della voce «scombinamento palinsesti», ancora tutta da quantificare: è evidente che la cancellazione di un programma come Notti mondiali sarebbe una grave perdita culturale per un paese già così provato. Ma il solco è tracciato. E mentre fioccano le prime adesioni alla linea dura della Rai, di tutto di più, la tentazione di un briciolo di riconoscenza a Byron Moreno si va orrendamente facendo strada.

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