La Rai presenta il conto ai patronati
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fonte:
- La Nuova Venezia
Tassa per il possesso della tv Il Codacons: «Va contestata»
Non solo bar e cral aziendali, anche le parrocchie finiscono nel mirino degli ispettori chiamati a riscuotere il canone Rai per l?utilizzo di televisori all?interno di luoghi di ritrovo, tra cui i patronati. Sarebbero moltissime le lettere inviate in questi mesi dagli ispettori di Torino per il recupero di presunti canoni non versati. Una è arrivata al parrocco della Favorita, don Angelo Favero, per un monitor scambiato per televisore. «Abbiamo una burocrazia pubblica proprio aggressiva», spiega il sacerdote.
L?episodio è segnalato nell?ultimo foglio parrocchiale dallo stesso don Angelo Favero della chiesa della Santissima Trinità del Terraglio. «Abbiamo una burocrazia pubblica proprio aggressiva – scrive il parroco – non mi crede nel mio impegno di versare onestamente le tasse per i servizi che mi presta, ma non ho alcuna intenzione di versare tasse per quello che non mi offre. In questi giorni ricevo una lettera minacciosa che mi sollecita a versare una tassa per un televisore che, secondo la Rai, avrei in patronato per intrattenere la gente. Ma è un monitor per le cassette del catechismo».
130 euro, il costo della tassa di possesso richiesta alla parrocchia di don Angelo, che motiva l?iniziativa come effetto della stretta sui canoni tv nei luoghi di ritrovo, decisa con l?ultima Finanziaria. «Ho dovuto scomodarmi per andare a dichiarare che non devo pagare alcuna tassa per un televisore da patronato che non ho. Spero così di aver evitato altre lettere dello stesso tono minaccioso», conclude il parroco.
Secondo Franco Conte, presidente veneto del Codacons, il caso del Terraglio è tutt?altro che isolato. «Già due parrocchie di Mestre mi hanno segnalato l?arrivo di lettere analoghe. Sono stati richiesti anche pagamenti di 260 euro. Come Codacons abbiamo già deciso di occuparcene perchè questa iniziativa – spiega Conte – va verificata nella sua legittimità ed opportunità. Il patronato andrebbe inteso come estensione del domicilio parrocchiale, a differenza di bar e cral. Io suggerisco in questo di contestare il tributo con una raccomandata che spiega che l?apparecchio è utilizzato per uso personale e non pubblico. Si può anche chiedere agli ispettori dell?Urar di Torino di intervenire, apponendo dei sigilli alla porta ricettiva della televisione, per bloccare la ricezione dei canali Rai».
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