La Rai non riapre i talk show Floris: “Ballarò era pronto”
ROMA Sì a nuovi spazi di approfondimento sulla situazione politica affidati ai tg, no alla riapertura dei talk show. E’ questa la decisione presa ieri dal vertice Rai dopo una riunione tra il direttore generale Mauro Masi, il vice Antonio Marano e tutti i direttori di testata. Dunque niente «Ballarò», nonostante la richiesta di Raitre di andare in onda stasera con uno speciale («Abbiamo già invitato sia Berlusconi che Fini», aveva annunciato Giovanni Floris) e dell’ invito del presidente della Vigilanza Sergio Zavoli a «cogliere le opportunità già disponibili». Lo stop divide maggioranza e opposizione anche nel cda di Viale Mazzini. La linea aziendale è chiara: spazio ai tg, che hanno redazioni pienamente operative anche nel periodo estivo; niente talk, perché è più complesso rimetterli in piedi, con gran parte delle redazioni in pausa contrattuale, e in ogni caso andrebbero riattivati tutti per garantire l’ equilibrio informativo. Una soluzione definita «coerente con specifici precedenti analoghi» e in grado di «garantire il pluralismo». Nei prossimi giorni il Tg1 confermerà «Tv7» il venerdì e lo speciale Tg1 la domenica. Il Tg2, dopo l’ edizione di mezza sera, proporrà la rubrica di mezz’ ora «Punto di vista». Da oggi «Linea Notte» del Tg3 tornerà alla durata invernale di un’ ora (attualmente dura mezz’ ora) mantenendo la collocazione di seconda serata (tra le 23 e le 23.20). Specifici approfondimenti anche su Rainews (che però incassa il no ad allungare dopo le 8 «Il caffè» del mattino per evitare sovrapposizioni con il Tg1) e sei ore al giorno di dibattito sulla situazione politica per il Gr. Ma intanto è soprattutto lo stop a «Ballarò» a far discutere. «Era nostro dovere di giornalisti proporre all’ azienda il nostro impegno, l’ azienda ha preso le sue decisioni, che ognuno può valutare come crede, ma che ovviamente a noi dispiacciono», commenta Floris. E gli fa eco il direttore di Raitre Paolo Ruffini: «Desisione presa in una riunione cui non sono stato invitato». Protesta l’ opposizione, in testa Pd, Idv («decisione dettata da Palazzo Grazioli») e Udc («Vedremo se gli approfondimenti realizzati dai tg della Rai saranno all’ altezza e rispetteranno il pluralismo»). Bocciano il no ai talk show anche anche Federconsumatori e Codacons. «Non è pensabile che l’ esclusiva degli approfondimenti giornalistici sia ad appannaggio solo dei talk show», replica il vicepresidente Pdl della Vigilanza Giorgio Lainati.
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