17 Settembre 2016

La Raggi rischia tutto sulle Olimpiadi

La Raggi rischia tutto sulle Olimpiadi
coni pronto a fare passi indietro sul progetto. se la sindaca accetta si mette contro grillo

■È Roma 2024 il vero spartiacque dell’ era non solo Raggi ma dell’ intero MoVimento 5 Stelle. E non tutto è perduto. Mentre la clessidra comincia a scandire le ultime due settimane decisive -il termine finale per il sì alla candidatura della Capitale ai Giochi olimpici è fissato per il 7 ottobre – dal Coni si lavora alacremente per far cambiare idea al sindaco Raggi che, nonostante il «no» convinto di Grillo&Co, ha preso tempo. In effetti non si comprende bene se il «No» definitivo della Raggi sia rinviato per tastare i fedelissimi o se davvero Virginia abbia deciso di fare il sindaco, sganciandosi dai lacci di un partito in piena regola rimasto incagliato però alle rigide regole di un MoVimento in metamorfosi. Del resto il presidente del Coni, Giovanni Malagò va ricordando da giorni la disponibilità a modificare il dossier olimpico e chiedendo un incontro con il sindaco Raggi. Entrambe le cose si verificheranno probabilmente la settimana prossima quando il primo cittadino, ed è un aspicio, avrà magari scelto l’ assessore al Bilancio. Da parte del Coni, intanto, le indi screzioni parlano della disponibilità a rinunciare al Villaggio olimpi coa Tor Vergata (togliendo dall’ imbarazzo la grillina Raggi su presunti favori a Caltagirone), dell’ affidamento di tutta la procedura dei bandi all’ Anac di Cantonee, se proprio necessario, si potrebbero rivedere anche ruoli e incarichi all’ interno del Comitato promotore, co mead esempio l’ uscita di Montezemolo. A mettere la ciliegina sulla torta il Codacons che pubblica il risultato di un sondaggio condotto dal proprio Centro studi e che ha registrato un consenso dei romani a Roma 2024 dell’ 85%. Alla luce di questo, il Codacons cambia idea e annuncia un progetto per l’ adozione e il re cupero di 15 periferie. All’ entusiasmo crescente su Roma candidata alle Olimpiadi fuori Palazzo Senatorio, corrisponde tuttavia una pericolosa tregua armata al suo interno. Le indiscrezioni sulla fronda anti -Raggi, composta dagli ortodossi grillini, pronti a lasciare la maggioranza a fronte di un «sì» alle Olimpiadi sono state tutte ufficialmente respinte al mittente, non solo dal vicesindaco Frongia ma anche dal capogruppo capitolino Ferrara. Solo facciata? Ni. Se la Raggi dovesse dire sì alle Olimpiadi, salverebbe probabilmente una parte di quella giunta ancora incompleta – come l’ assessore all’ Urbanistica Berdini – darebbe un segnale forte di autonomia e rimetterebbe in moto l’ economia capitolina. A caro prezzo però. Il MoVimento potrebbe toglierle il simbolo o «sospenderla» in attesa di decidere cosa fare da grandi. Difficilmente però arriverebbe l’ ordine di «staccare la spina». Se crollala Raggi crolla il MoVimento, già alle prese con la sua prima crisi esistenziale. Meglio una “distanza” ravvicinata in grado di cogliere solo le cose buone dell’ amministrazione grillina. Se la Raggi, come è probabile, dicesse «no» alle Olimpiadi si ritroverebbe con un partito più compatto alle spalle ma praticamente senza investimenti e senza grandi prospettive per la Capitale d’ Italia. Nel primo caso a perdere saranno solo gli ortodossi grillini. Nel secondo un intero Paese.
susanna novelli

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