La rabbia dei pendolari «I soldi? Solo per la Tav»
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- Brescia Oggi
delrio: «investimenti in sicurezza, +340% in 3 anni» cordoglio di gentiloni: «individuare i responsabili» di maio: «sforeremo il 3% per dare garanzie»
MILANO Tecnici al lavoro tra polemiche e proteste dopo la tragedia ferroviaria che si è consumata ieri mattina sui binari all’ altezza del deposito di Smistamento di Pioltello-Limito (Milano) in prossimità dello scalo Messina, costata la vita a tre donne. Il premier, Paolo Gentiloni, ha espresso «cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e dei feriti», assicurando «l’ impegno delle istituzioni ad accertare come sono andate le cose e le responsabilità, se ce ne sono». Conclusi i soccorsi, si indaga sulle cause del cedimento della rotaia. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dopo un sopralluogo a Pioltello e una riunione in Prefettura, ha annunciato una commissione ministeriale d’ inchiesta. «Il sistema ferroviario italiano è certamente uno dei più sicuri al mondo, vogliamo la verità, è inaccettabile morire mentre si va al lavoro». Quanto alle polemiche sulla sicurezza, Delrio commenta: «Oggi è il momento del rispetto e del cordoglio, della vicinanza alle famiglie. Ma in tema di sicurezza gli investimenti sono aumentati del 340% negli ultimi tre anni». La sicurezza «è la nostra priorità, in particolar modo nelle reti dei pendolari». In Lombardia, secondo Rfi, vengono spesi ogni anno «270 milioni sulla manutenzione delle infrastrutture, di cui 130 milioni solo sui binari». Inoltre, sul tratto incriminato era transitato lo scorso 11 gennaio il «treno diagnostico». E una volta al mese i binari vengono verificati da tecnici che li percorrono a piedi. LE ACCUSE. Ma da Legambiente, associazioni dei pendolari e Codacons giunge, tra le altre, un’ accusa: «I soldi sono stati investiti solo nell’ alta velocità». Per Legambiente, «la linea Cremona-Milano è segnalata come una delle peggiori in Lombardia, conta oltre 10mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall’ età media di 17 anni». «I convogli in servizio su alcune tratte», aggiungono i pendolari, «versano in condizioni inaccettabili, sono troppo spesso soggetti a guasti e sono per lo più obsoleti». E in serata sul tema è intervenuto Luigi Di Maio, del M5S: «Il nostro governo, qualora i cittadini dovessero decidere di mandarci al governo, non sottrarrà soldi alla manutenzione di queste infrastrutture per restare nei vincoli Ue. Io il 3% lo sforerò per garantire la sicurezza dei pendolari». CORDOGLIO E RABBIA. Papa Francesco ha inviato la sua preghiera per le vittime dell’ incidente: «Profondamente rattristato», ha espresso la «sua sentita partecipazione al dolore di quanti sono stati colpiti dal drammatico evento». La Conferenza episcopale italiana ha sottolineato l’ assurdità della tragedia: «Purtroppo si stanno moltiplicando queste realtà, ma parlare di sicurezza non è uno dei tanti capitoli, è parlare delle persone», ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei. «Non si può morire per andare a lavorare»: è il pensiero condiviso sui social dai pendolari lombardi, stretti tra il dolore e la rabbia. Un’ ira che si è scatenata contro Trenord, che ha comunicato con un tweet che la circolazione tra Treviglio e Milano era interrotta «a causa di un inconveniente tecnico a un treno». «L’ inconveniente tecnico si chiama deragliamento. E ci sono dei morti», hanno commentato in molti. E altri pendolari scrivono: «È aberrante che, nel 2018, dobbiamo rischiare la vita».
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