La rabbia dei consumatori: scioperano per tenere i prezzi alti
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fonte:
- Il Mattino
I benzinai hanno annunciato una serrata di due giorni, il 16 e il 17 novembre. Le grandi catene di distribuzione commerciale hanno espresso invece la loro soddisfazione. L?ipotesi di agevolazioni a ipermercati e supermercati per facilitare l?apertura di pompe di benzina nei centri commerciali ha scatenato reazioni opposte. Ma i gestori hanno confermato la protesta nonostante il governo abbia smentito che sia allo studio un provvedimento simile. Mentre i consumatori bocciano lo sciopero definendolo «vergognoso». «La solita lobby dei benzinai si scatena in modo furioso appena qualcuno tenta di aumentare la concorrenza nel settore della vendita dei carburanti, promuovendo misure come l?apertura alla grande distribuzione sulle autostrade, che porterebbero risparmi non indifferenti sui costi del pieno di benzina», insorgono le associazioni dell?Intesa dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. In realtà, la completa liberalizzazione del comparto della distribuzione dei carburanti è già stata scritta da tempo. Ma solo sulla carta. L?ultimo passo è stato il decreto ministeriale del 31 ottobre 2001. Ma le norme sono state considerate troppo restrittive dalle grandi aziende commerciali. Tant?è che l?Italia presenta una situazione ben diversa dai partner europei. I punti vendita sono 22.450 contro i 15 mila tedeschi, i 14 mila francesi ed i 10 mila inglesi. Di questi solo il 18% è un impianto self-service, contro il 99% in Francia, il 97% in Germania e il 96% nel Regno Unito. Insomma, sono ancora troppi i punti di vendita. Hanno una dimensione in prevalenza medio-piccola. L?erogato medio per ogni distributore è infatti di 1.600 metri cubi l?anno tra gasolio e benzina contro i 3.100 della Germania e i 3.000 della Francia. Inoltre, ben poco si è fatto sul fronte della diversificazione dell?attività con l?introduzione della vendita «non-oil». Così il ministero delle Attività produttive ha messo in cantiere un aggiornamento del piano di ammodernamento della rete varato nel 2001. Giovedì 27 si riunirà, presso il ministero, il comitato tecnico per la ristrutturazione della rete distributiva. L?argomento è all?ordine del giorno. Vi sono poi le conclusioni della Commissione Scajola che si è occupata del caro-benzina. Sulla base di queste ultime, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato già messo a punto un provvedimento. Tra le possibili novità, vi potrebbero essere norme meno restrittive sulla distanza minima obbligatoria tra gli impianti. Oggi, infatti, se un supermercato vuole aprire una pompa di benzina nella sua area di parcheggio deve rispettare i parametri di distanza fissati dalla Regione. Cambiamenti che dovrebbero avere effetti positivi per gli automobilisti. I consumatori – fa notare la Federdistribuzione, che rappresenta le grandi catene commerciali, ad eccezione del mondo cooperativo – possono constatare che nelle pompe già aperte presso cinque centri commerciali (Carrefour e Auchan) che vendono la benzina con il loro marchio si risparmiano dai 5 ai 10 centesimi al litro. Ma i gestori sono sul piede di guerra. Faib, Fegica e Figisc ritengono che il provvedimento sia «contro i gestori, che da sempre garantiscono in maniera capillare il servizio ed il presidio del territorio, anche nelle sue zone più disagiate».
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