6 Aprile 2005

La rabbia dei consumatori: «Ci volete nudi»

RISPONDE ANTONIO LUBRANO

La rabbia dei consumatori: «Ci volete nudi»

Carissimo Lubrano, non voglio gridare «buffone!» a nessuno perché da pensionato una multa da 500 euro non me la posso permettere. Però, poiché c?è qualcuno che continua a dichiarare di non aver messo le mani nelle tasche degli italiani, mi consenta di essere arrabbiato. La riforma fiscale versione 2003, con le sue nuove aliquote Irpef, avrebbe dovuto far pagare meno tasse agli italiani. Alcune incongruenze emerse furono prontamente sanate con il cosiddetto decreto contenente la «clausola di salvaguardia»: in sostanza si dava la possibilità al contribuente, in sede di dichiarazione dei redditi, di optare per le vecchie aliquote se più favorevoli. Ebbene, il mio Caf (centro assistenza fiscale, ndr) nel fare l?ultimo 730 mi ha comunicato che non c?è stato bisogno di utilizzare la clausola di salvaguardia. Infatti al confronto con l?adozione delle vecchie aliquote, il risultato era – non rida! – di 5 euro a mio favore con la riforma.
Franco Albanese – NAPOLI

Egregio dottor Lubrano, sono un pensionato delle ferrovie dello Stato, percepisco poco più di mille euro al mese, con i quali devo pagare il fitto di casa, la lavanderia, la luce, il riscaldamento, il pranzo e la cena. Prima dello sgravio fiscale promosso dal presidente Berlusconi la mia aliquota era del 25%. Ora è del 23%. Ho calcolato che c?è una minima differenza di 17 euro al mese. Che però divisi in 31 giorni fanno 50 centesimi al giorno. E ho anche calcolato che un parlamentare con la riforma fiscale viene a percepire dai cinque ai seimila euro all?anno in più. Per l?ennesima volta impiegati e pensionati sono stati trombati!
Michele Marinaccio MERCOGLIANO (AV)

Al momento in cui si cominciò a parlare di riforma fiscale e quindi di riduzione delle tasse, fui sorpreso nel costatare che le persone con redditi fino a 15mila euro annui – gente piuttosto povera – avrebbero mantenuto la stessa aliquota di tassazione del 23%, dunque con beneficio zero. Altri redditi, tutti superiori, con aliquote diverse avrebbero avuto benefici invece molto rilevanti. Quale criterio sia stato adottato nell?elaborare questa riforma è per me assolutamente inspiegabile. Ecco un esempio. Ho ricevuto dall?Inps il bollettino degli importi di pensione per il 2005. Dunque: pensione lorda 1.215,67 euro. Trattenute Irpef 190,86. Addizionale regionale Irpef 12,68. Addizionale comunale Irpef 7,04. Pensione al netto delle trattenute 1.005,08. È facile rendersi conto che su una pensione di 1.215 euro, già insufficiente per sopravvivere, lo Stato, la Regione e il Comune impongono una tassazione di 210,58 euro.
Antonio Colao – NAPOLI

Queste lettere hanno un comune denominatore: una rabbiosa amarezza. Un sintomo, voi direte, persino trascurabile. Niente al confronto degli italiani che invece sono contenti del taglio delle tasse voluto dall?uomo di Arcore. Curioso però che nella mia corrispondenza – abbondante, credetemi – non ve ne sia nemmeno una che gridi evviva! Chi segue questa pagina il mercoledì sa che ospito sempre i pro e i contro, come le obiezioni pacate o le critiche più feroci a quello che scrivo. Una, inneggiante al presunto o reale alleggerimento contributivo, l?avrei pubblicata volentieri. Invece ecco qua: tutte le speranze che i contribuenti più deboli, i pensionati in primo luogo, avevano riposto sulla proclamata riforma fiscale, sono andate deluse. E il disincanto appare più forte se si considera che gli esaltatissimi «tagli» sono stati subito vanificati dagli aumenti delle tasse locali e dai rincari crescenti della gran parte dei beni di consumo, dalla benzina alla frutta e verdura. Una settimana fa alla vigilia delle elezioni regionali la protesta è arrivata dal centro-destra e non dal centro-sinistra come ci si aspetterebbe. Infatti, la Lista dei Consumatori che sosteneva il governatore uscente del Lazio, Francesco Storace, ha organizzato uno «strip-tease politico» contro il caro prezzi in tre mercati rionali. Il primo a spogliarsi fu Carlo Rienzi, presidente del Codacons (una associazione di consumatori) e della Lista stessa. Ci volete nudi? – questo lo slogan della manifestazione. E proprio il Codacons ha parlato di aumenti medi degli ortaggi pari al 35,5%. Le star, si fa per dire, di questa impressionante spirale sono state il radicchio, +85%, e i mandarini, +11%. Chi, tentando di essere osservatore imparziale, mette l?accento sullo stato d?animo depresso di tanta gente, viene immediatamente tacciato di pessimismo. Evidentemente anche Carlo Rienzi, che conosco e che è stato spesso ospite nelle mie trasmissioni televisive, dev?essere un po? pessimista. Né più né meno dei miei tre lettori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this