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24 Settembre 2019

La rabbia dei clienti “intrappolati” e la colletta per hostess e piloti

Maria Berlinguer / ROMA Dai social il dramma dei 600mila turisti lasciati a terra dal crac di Thomas Cook. E dei tanti lavoratori che hanno perso il lavoro. Una storia gloriosa, durata 178 anni, finita nel caos per la Brexit, ma anche per le nuove modalità di viaggio che hanno spazzato via molte sigle blasonate. L’ ultimo volo della Thomas Cook è terminato con l’ applauso dei passeggeri ai quali è stata annunciata la bancarotta durante il rientro in patria. I villeggianti si sono commossi e hanno chiuso la vacanza con una colletta per l’ equipaggio, a un passo dalla disoccupazione. Sul volo, partito da Orlando e atterrato a Manchester racconta su twitter Thommy Laig, hostess e piloti si sono messi a piangere. Non si aspettavano un gesto tanto generoso. Sono i social a raccogliere le testimonianze dei tanti turisti ora in attesa di rimpatrio. Coman Maurius su Facebook racconta la sua giornata. «Al momento siamo in Tunisia e lo staff di Thomas Cook del nostro hotel è stato più che adorabile, spero che qualcosa verrà sistemato per ciascuno di loro». Decisamente più arrabbiato Danny Radnzic. «Mi aspetterei di completare la vacanza per cui ho pagato. Inoltre tutti i dirigenti, i direttori e il team di gestione passati e presenti devono essere richiamati e Tutti i bonus, gli stipendi e i dividendi ricevuti devono essere rimborsati con gli interessi. .. poi la Galera». Natasha Grice affida a twitter dispiacere e delusione: «Quindi dopo settima ne deliziose al sole finisce così con il fallimento di Thomas Cook. Tutto quello che vuoi alla fine della tua vacanza è tornare a casa tra i tuoi confort e invece Thomas Cook mi ha detto che tornerò a casa a un certo punto! !!». La rabbia è tanta. Qualcuno ad Hammamet lamenta di essere stato rinchiuso in albergo in attesa di sapere chi liquiderà i conti della vacanza. Al momento non ci sono notizie per quanto riguarda i turisti italiani. Su Twitter Cristina scrive che la sua futura coinquilina è bloccata in Messico. Nes sun dettaglio ancora. Al Codacons che ha messo a disposizione un numero verde per gli eventuali malcapitati non è ancora arrivata alcuna segnalazione. «È possibile che molti turisti non sappiano ancora neanche del fallimento di Thomas Cook», azzarda dall’ ufficio stampa, Stefano Zerbi. La previsione è che oggi la situazione cambierà. L’ Unità di Crisi della Farnesina sta monitorando la situazione. L’ incredulità e la rabbia montano anche perché tanti si sono sentiti presi in giro. È il caso di due ragazzi che avevano prenotato il viaggio di nozze e ora sono disperati. Del resto nessun segnale era arrivato nei giorni precedenti al crack dalla più antica compagnia di viaggi inglese. Solo 24 ore prima del disastro Thomas Cool aveva chiesto lumi alla compagnia di viaggio scrivendo alla Thomas Cook direttamente nella pagina ufficiale. «Ho prenotato una vacanza martedì, se la compa gnia fallisce questo fine settimana cosa succede alla mia vacanza?». Ecco la risposta di Thomas Cook UK «Ciao Jamie, i pacchetti vacanza sono tutelati finanziariamente secondo il regime ATOL (quando la vacanza include un volo) o con ABTA (dove si tratta di un pacchetto senza voli) . L’ ABTA e il CAA (che gestiscono il regime ATOL) avrebbero organizzato il rimpatrio dei clienti dall’ estero». Firmato Hannah. Naomi Mcleod chiede: «Ho prenotato una vacanza e il volo è sabato prossimo. Sta andando avanti???». Thomas Cook UK risponde: «Ciao capisco che potresti essere turbato da tutte le speculazioni mediatiche che circondano Thomas Cook. La nostra attività funziona normalmente e non vediamo l’ ora di darvi il benvenuto al vostro arrivo nella destinazione prescelta per le vacanze». È Abby a firmare la risposta. Da ieri disoccupato. –

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