20 Dicembre 2015

La rabbia degli azionisti: ci hanno portato via tutto

La rabbia degli azionisti: ci hanno portato via tutto
uno dopo l’
altro gli interventi contro i vertici, ma alla fine non resta che dire
sì «noi senza soldi e gli ex dirigenti che magari festeggiano a cortina
con le mogli»

VOLPAGO La rabbia degli azionisti che ha lastricato queste settimane di preparazione all’ assemblea straordinaria sembra essere evaporata. Almeno in parte. C’ è rassegnazione, consapevolezza che il boccone amaro alla fine bisogna mandarlo giù. La gente arriva alla spicciolata, soprattutto dal Veneto, ma anche dal Friuli Venezia Giulia e da altre regioni, e qualcuno non riesce a entrare. Peccato: per molti, sono loro stessi ad ammetterlo, era l’ unica occasione per capire e decidere che fare del proprio voto. Fuori dall’ assemblea invocano azione di responsabilità, o anche la fine peggiore per chi ha causato il dissesto, pure alle mogli degli ex dirigenti, «che saranno a Cortina, loro», dicono, «tutte impellicciate». Dentro sessanta interventi, molti relativamente pacati, poco emotivi, uno solo lancia l’ anatema. Al punto che il presidente del Codacons Veneto, Franco Conte dice: «Mai vista un assemblea del genere: in Veneto porti via l’ 80% degli investimenti e ti applaudono». È il signor Pillon, al ventesimo posto nella scaletta degli interventi giornalieri, a rompere gli indugi. «Parle mi? Ok, sono incazzatissimo». Scrosciano gli applausi. «Voto no, dove sono i risparmi di tutta la mia vita? Sono azionista dal 1985, ho investito tutto nella vostra banca, tanto che la mia amatissima moglie mi prendeva in giro. Con che faccia vi presentate? Io mi sarei già dimesso. Ma a me l’ avete messa nel sedere con la vasellina. Ho investito tutto, anno dopo anno, tutti i sacrifici di famiglia, evitando spese superflue e altro. Io voto no, arriva il commissario? Non mi interessa». Franco Tadin, fuori aspetta, distribuisce fogli in cui nero su bianco ci sarebbero le scorrettezze commesse dell’ istituto di credito. «Questo è il funerale dell’ economia veneta», dice. Come lui sono in tanti ad attardarsi: tutti invocano l’ azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, ma la linea generale è quella del sì alla Spa e poi l’ attesa, l’ attesa che le azioni, in Borsa, riacquistino valore. Giovanni Rossetto: «È il funerale dell’ onestà. Il sì è una scelta obbligata. Era la nostra banca, sono socio da un vita e mai mi sarei aspettato un epilogo come questo». Donatella Peruc, torna sul palco dell’ assemblea. Era accaduto anche l’ aprile scorso. «Io e mio marito abbiamo investito i risparmi nelle azioni di Veneto Banca. Questa perdita condizionerà tutta la nostra vita. Mi sento rapinata». Alarambi Marin è l’ unico straniero che prenderà parola durante l’ assemblea. Invalido al lavoro dopo un incidente nel 2004. Tutti i suoi soldi si sono volatilizzati una volta varcato l’ ingresso di una delle filiali della banca montebellunese. «Ho scelto l’ Italia, sono venuto dalla Romania. Ho rispettato l’ articolo della Costituzione secondo cui l’ Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Il mio è un grido di dolore: quello che ho risparmiato oltre alla liquidazione assicurativa… ho messo tutto in Veneto Banca. Anche i soldi di mia figlia, che ora continua a chiedermi: cosa mi hai fatto papà?». Alessio Giovanni non usa mezzi termini «Ce la siamo presa nel c… Mi hanno fatto investire 50 mila euro in obbligazioni senza dirmi quello che stavo rischiando». Lever Ravarotto, fortunatamente ha investito solo una parte dei suoi risparmi in azioni Vb, «Ci vuole una punizione esemplare per i vertici. Sono in Veneto Banca da 35 anni. Votare sì, è il male minore. Dai vertici della banca comportamenti immorali». Bruno Bozzetto rompe il ghiaccio con una battuta. «No Veneto Banca. Ma Ve Neto Banca. Presidente si faccia coraggio e chieda il nome dei corvi che hanno informato amici e parenti affinchè vendessero le azioni quando ancora valevano qualcosa». Chi augura agli ex vertici «di fare la fine di Sindona», chi propone di boicottare la banca «Se non fate qualcosa noi soci non vi paghiamo più i finanziamenti che abbiamo». Franco Pravato, «Dove erano i controllori? I revisori: dobbiamo fare azione di responsabilità anche contro di loro».
 
 

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